Marconi ritorna a Coltano dopo un’assenza di dieci anni
Il cippo è stato trasferito da Camp Darby e sistemato all’ingresso della Villa Medicea L’operazione grazie ai volontari della Pro Loco
pisa
Dopo quasi un decennio di assenza, è tornato a Coltano il menhir marmoreo dedicato a Guglielmo Marconi.
Il cippo è stato trasferito ieri mattina dalla base militare statunitense di Camp Darby e posizionato all’ingresso della Villa Medicea. Le operazioni di trasferimento sono state affidate ad una ditta specializzata nei traslochi di carichi pesanti (il cippo pesa oltre otto tonnellate ed è alto oltre quattro metri) e sono state possibili grazie ad uno stanziamento comunale di quasi 12.000 euro. Realizzato nel 1973 con marmo di Carrara, il menhir rappresenta un pezzo di storia di Coltano. Il cippo conserva un’epigrafe bilingue (italiano e inglese) che ricorda il primo collegamento senza fili tra Europa, America del Nord e Africa attivato nella frazione pisana da Guglielmo Marconi ed originariamente era posizionato nei pressi dell’ex stazione radio di Coltano, un tempo in uso all’esercito statunitense.
Con la chiusura del sito di comunicazioni (2008), il monumento è stato trasferito nella base di Camp Darby per sottrarlo al degrado e all’abbandono. Su impulso della figlia di Marconi, Elettra, alcuni anni fa la Pro Loco di Coltano ha avviato insieme all’amministrazione comunale prima le ricerche del cippo e successivamente una trattativa con il comando italiano dell’installazione militare per cercare di riportare il monumento a Coltano, trovando nei vertici della base statunitense la disponibilità a restituirlo (tecnicamente si tratta di una donazione). Le operazioni si sono concretizzate ieri mattina con il posizionamento del monumento su un apposito sostegno realizzato davanti alla Villa Medicea. L’obiettivo della Pro Loco è di collocarlo in maniera definitiva all’ingresso della Stazione Marconi, al termine dei lavori di riqualificazione. Entro la fine del mese, il cippo sarà inaugurato alla presenza del sindaco Michele Conti, dei vertici militari di Camp Darby e, probabilmente, anche della figlia del premio Nobel per la fisica. —
D.R.
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