Il Tirreno

Pisa

MOLESTIE HARD 

Manda all’ex moglie le foto dei suoi genitali: imprenditore a giudizio

Pietro Barghigiani

Le immagini inviate sul telefonino dopo la separazione L’uomo è accusato anche di lesioni e minacce 

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PISA

Lo stalking non c’è. Ci sono le molestie telefoniche. Senza parole. Bastano le immagini.

Di quelle che la destinataria è stata costretta a guardare senza gradirle. Non solo per chi gliele aveva mandate, ma soprattutto per il contenuto.

In quelle foto inviate con il telefonino attraverso WhatsApp, si vedevano le parti intime del marito da cui la donna si stava separando. Il sesso maschile esibito e imposto al massimo della virilità come ennesimo affronto a quella che era stata la sua compagna di vita.

È un processo in cui la fine di un matrimonio coincide con uno strascico di rancori personali che deragliano nel codice penale quello che si è aperto in Tribunale a Pisa.

A giudizio è finito un imprenditore quarantenne della provincia pisana (omettiamo il nome per tutelare la parte civile, ndr) che deve difendersi dall’accusa di lesioni aggravate, minacce e molestie telefoniche.

La prima udienza davanti al giudice Raffaella Poggi (pm Massimiliano Costabile) è slittata alla primavera 2019. Difeso dall’avvocato Francesco Paolo Scaduto, il 40enne è stato denunciato dalla moglie dopo una serie di episodi che a suo dire si sarebbero verificati nella fase finale della loro storia con un’appendice prolungata anche quando i due non vivevano più insieme. L’ex coniuge si è costituita parte civile con l’avvocato Maria Concetta Gugliotta.

All’origine del processo c’è la querela della donna che sostiene di aver dovuto fronteggiare gli assalti, anche fisici, del marito nonostante il matrimonio fosse ormai esaurito da tempo.

Siamo nel 2015. Fine dei sentimenti e ognuno per la sua strada. Lui, però, non capitola con la ragionevolezza di chi sa farsi da parte.

Un episodio, è il picco della violenza in un rapporto deteriorato, viene riportato nella denuncia che si traduce in un certificato medico di 5 giorni. Documenti agli atti. Succede che, secondo l’accusa, l’imputato a storia finita cerca lo stesso di avere un rapporto sessuale con la sua ex.

Un approccio pesante che sconfina nell’aggressione fisica tanto che la donna riesce a respingere le avances dell’uomo, ma ne porta i segni certificati al pronto soccorso.

Poi ci sono le minacce, ripetute nel tempo. Il quadro si completa con le foto dei genitali del marito. Più di uno scatto. Invii non richiesti che disturbano la donna, già provata dalle incursioni nella sua vita da parte di quello che era stato il suo compagno di vita. E che ora, in parallelo alla causa di separazione giudiziale, si ritrova anche sul banco degli imputati per averla importunata con foto hard. —



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