Il Tirreno

Pisa

Bambino colpito dalla scabbia nella scuola primaria Genovesi

Pietro Barghigiani
Bambino colpito dalla scabbia nella scuola primaria Genovesi

L’Azienda sanitaria ha invitato le famiglie a monitorare i ragazzi. Niente disinfestazione, ma solo pulizia con detergenti. Una madre: «Non basta»

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PISA. Un caso di scabbia alla scuola primaria Genovesi. Nessun contagio diffuso. Un episodio isolato, ma che è stato sufficiente ad allarmare una parte dei genitori. Qualcuno ha lasciato il proprio figlio a casa in attesa di una disinfestazione che non c’è stata. Per l’Asl non era necessaria.

La vicenda risale al 31 ottobre scorso. Una settimana fa l’azienda sanitaria comunica alla dirigenza scolastica dell’istituto comprensivo Gamerra, di cui la scuola primaria fa parte, che uno studente di una delle classi ha la scabbia. Un prurito che da fastidioso diventa esteso e con una fonte patologica.

Se ne accorgono i genitori a casa e poi viene informata anche la scuola che allerta l’Asl. Il parassita annidato sotto la cute dell’alunno fa scattare un piano di monitoraggio.

Altri casi non vengono segnalati, anche se i medici precisano che il periodo di incubazione va dalle due alle sei settimane. Tutto, quindi, può ancora succedere. L’acaro potrebbe essere in agguato anche su altri bambini «in seguito a contatti cutanei prolungati» spiega l’Asl in una nota inviata all’istituto comprensivo.

Il testo firmato dalla dirigente scolastica Paola Lucarelli consegnato alle famiglie prosegue con la «raccomandazione di effettuare le opportune misure di sorveglianza sanitaria consistenti nel controllare per le prossime sei settimane la comparsa di eruzioni pruriginose (il prurito di solito è particolarmente intenso di notte) e, qualora le stesso si dovessero manifestare, recarsi dal pediatra-medico curante informandolo del pregresso eventuale contatto con un caso di scabbia».

Poi c’è il fronte della sanificazione dei locali scolastici. Per l’azienda sanitaria «non è necessaria la disinfestazione ambientale, ma è sufficiente assicurare la pulizia dei locali con i comuni detergenti». E qui la mamma di uno scolaro contesta la gestione dell’episodio. «Mi sembra che il problema sia stato affrontato un po’ sottogamba – spiega la madre dello scolaro –. Mio figlio l’ho tenuto a casa per un giorno, poi è tornato in classe. Non voglio fargli perdere troppi giorni di lezione. Credo che chi dovrebbe fare il suo dovere non lo stia facendo. La mia è una legittima preoccupazione di madre che non è per niente tranquilla. Il caso risale al 31 ottobre e la lettera con le raccomandazioni dell’Asl girate alla scuola è del 5 novembre. È passato un tempo ragionevole per diffondere il contagio. E poi la mancata disinfestazione degli ambienti non aiuta a stare sereni». 

 

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