Gioco
«Riaprire? Forse e senza musica nonostante i lavori»
L’annuncio dei titolari del Leningrad Café: «I permessi “dall’alto” per poter ripartire non arrivano»
pisa
«Probabilmente apriremo, per cercare di sopravvivere, senza musica, in attesa che qualcosa cambi». La brutta notizia per i frequentatori del Leningrad Café è stata annunciata dai gestori su Facebook. «Vi state chiedendo perché il Leningrad non riapre? – scrivono i gestori rispondendo all’attesa dei tanti frequentatori di rientrare nel locale ed assistere ad uno dei tanti live musicale promossi nel tempo –. Siamo considerati una delle istituzioni pisane per l’intrattenimento, ma i permessi “dall’alto” per poter riaprire non arrivano. Nonostante i lavori di insonorizzazione, nonostante migliaia di euro spesi, i progetti certificati da tecnici acustici, le buone intenzioni e la disponibilità che abbiamo sempre dimostrato, ci è stato detto “quel posto non deve esistere”. Non nascondiamo che siamo in grandi difficoltà. Non sappiamo dove andremo a finire. Probabilmente apriremo, per cercare di sopravvivere, senza musica, in attesa che qualcosa cambi».
Un’attesa che va avanti da quasi due anni, quando il locale è stato costretto a silenziare gli amplificatori che hanno diffuso i fermenti musicali che alimentano l’underground pisano a causa di un’ordinanza per abbattere quei decibel che hanno fatto divertire e ballare migliaia di persone. Un provvedimento che ha messo i gestori del locale di fronte ad un bivio: chiusura o un’iniziativa collettiva per racimolare la consistente cifra (circa 30.000 euro) per i lavori di insonorizzazione. Alla campagna di crowdfunding hanno risposto in centinaia, ma alla scadenza della raccolta le speranze dei gestori si stavano affievolendo. In loro soccorso è arrivato Armando Varini, canoista conosciuto in città per tante iniziative benefiche che ha deciso di finanziare buona parte dei lavori che sarebbero dovuti servire a rialzare le serrande. Così non è stato. Almeno per il momento. Nonostante i lavori, il Leningrad Café non ha ancora ottenuto i permessi necessari per continuare quel progetto in cui musica, pittura e fotografia si fondono dando vita a quel fermento culturale che da sempre caratterizza il locale. — D.R.
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