Toscana
Licenziamenti Farmigea «Mobilitazione a oltranza»
Sessantuno i lavoratori che perderanno il posto ma l’azienda non sembra intenzionata a tornare sui suoi passi. Ieri il presidio a Ospedaletto
pisa
Megafoni e striscioni. Bandiere e braccia incrociate. La rabbia degli informatori scientifici sfila davanti alla sede della Farmigea spa, l’azienda leader nei prodotti oftalmici che alcune settimane fa ha aperto una procedura di licenziamento collettivo nei confronti dei 61 dipendenti (50 informatori in tutta Italia e 11 interni su Pisa) della Farmigea srl, il “braccio” commerciale della società attiva ad Ospedaletto.
«Una scelta scellerata», accusa Loris Mainardi, segretario generale della Filctem-Cgil di Pisa, davanti ai cancelli dello stabilimento dove ieri pomeriggio si sono riuniti in presidio una cinquantina di informatori scientifici a rischio licenziamento per protestare contro la scelta dell’azienda che ha deciso di esternalizzare il settore commerciale alla Polifarma di Roma. «Con la decisione della Farmigea, viene meno l’informazione scientifica, basando l’attività esclusivamente sulla commercializzazione del farmaco - prosegue Mainardi -. Il timore è che questa scelta potrebbe avere ricadute negative anche sui circa cento dipendenti della Farmigea spa perché la società rischia di diventare schiava del distributore, con quest’ultimo che potrebbe imporre prodotti e prezzi sul mercato con conseguenti riflessi sulla produzione».
La vertenza, per il momento, rimane in una fase di stallo, con l’azienda decisa a concretizzare l’operazione di esternalizzazione e sindacati e dipendenti che ne chiedono l’immediato ritiro. L’assemblea dei lavoratori, riunita ieri mattina nella sede della Cgil di Pisa, ha deciso di mettere in campo una mobilitazione che proseguirà ad oltranza.
L’obiettivo è cercare una soluzione per impedire la materializzazione della procedura di licenziamento che rischia di mandare a casa «professionalità» che da quindici, venti e, in alcuni casi, anche trent’anni sono al servizio della società pisana. Il timore delle organizzazioni dei sindacati è anche un possibile effetto domino su altre aziende italiane. Quella avviata dalla società di Ospedaletto è infatti la più grande vertenza nel settore a livello nazionale e secondo i sindacati si delinea come «un pericoloso precedente». Per scongiurarlo, le organizzazioni dei lavoratori hanno chiesto anche un incontro agli organi nazionali che regolano le attività degli informatori scientifici per discutere della vertenza pisana ed evitare che la scelta della Farmigea spinga altre società ad intraprendere la strada delle esternalizzazioni.
«Le professionalità a rischio licenziamento sono ancora utili a produrre risultati redditizi per l’azienda - aggiunge Marcello Familiari, segretario della Femca-Cisl di Pisa -. Non ci sono motivi per una procedura di licenziamento collettivo e per questo ne chiediamo il ritiro». —
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