Il dolore
Fulgencio, una settimana per la svolta
Positiva la collaborazione avviata tra la Farnesina e il ministero degli Esteri spagnolo che ha un’ambasciata in Guinea
PISA
Collaborazione con il ministero degli Esteri spagnolo e attivazione dei canali legali in Guinea Equatoriale. Potrebbe arrivare tra poco più di una settimana la svolta nel caso della misteriosa scomparsa di Fulgencio Obiang Esono, il 48enne cittadino italiano originario del Paese africano da trent’anni residente a Pisa. Ieri mattina, in un summit alla Farnesina, i dirigenti del ministero degli Esteri insieme ai familiari e all’avvocata Corrada Giammarinaro, legale della famiglia, hanno fatto il punto sulle indagini e sugli sforzi per riportare a casa l’ingegnere laureato all’Università di Pisa. Da fonti ufficiali, Obiang Esono lo scorso 18 settembre è partito da Roma e arrivato a Lomé, capitale del Togo, dove sarebbe dovuto rimanere pochi giorni per discutere un’offerta di lavoro, in compagnia di Francisco Micha Obama, equatoguineano da anni in Spagna con un permesso di soggiorno di lungo periodo, considerato un membro della Coalicion Cored, alleanza politica che riunisce oltre venti partiti in esilio che si oppongono al regime di Teodoro Obiang Nguema Mbasogo che guida la Guinea Equatoriale dal 1979. L’ultimo contatto tra Obiang Esono e la famiglia risale al giorno del suo arrivo in Togo ed è impresso in un messaggio vocale su Whatsapp. Poi il silenzio. Secondo i partiti e le associazioni che si oppongono al regime, i due sarebbero stati rapiti da uomini vicini al regime e rinchiusi nel carcere Black Beach di Malabo, considerata la prigione più disumana al mondo, dove sarebbero sottoposti a torture, malnutriti e privi di assistenza medica e legale. Ipotesi che, almeno per il momento, non trovano conferma nelle indagini portate avanti dalla diplomazia italiana (su cui incide molto il silenzio del governo equatoguineano e le difficoltà ad accedere a fonti e notizie certe). La Farnesina ha accertato l’arrivo in Togo dei due, ma non “l’uscita” dal Paese dell’Africa Occidentale. Il rapimento e la detenzione non sarebbero quindi ufficialmente ipotesi accertate.
«La Farnesina è attiva a 360 gradi sul caso ed entro una decina di giorni potrebbero esserci importanti novità e probabilmente una svolta», sottolinea il legale della famiglia Obiang Esono che si dice molto soddisfatta dell’incontro al ministero degli Esteri e dell’attenzione posta dalla diplomazia italiana sul “giallo” che dura da oltre 45 giorni. La Farnesina sta cercando di attivare la collaborazione del ministero degli Esteri spagnolo (che per il momento sta procedendo “solo” per violazione dei diritti umani) che potrebbe risultare fondamentale in quanto la Spagna, a differenza dell’Italia, ha una propria ambasciata in Guinea Equatoriale.
La seconda strada che sarà attivata nei prossimi giorni è un’azione giudiziaria “sul campo”. L’obiettivo è cercare di accertare, attraverso il lavoro di un avvocato equatoguineano (segnalato a Giammarinaro da Amnesty International, che da settimane segue il caso), l’eventuale presenza di Obiang Esono nella prigione di Black Beach. In questo caso si attiverebbe immediatamente una visita consolare e si intensificherebbero le azioni per cercare di riportare l’ingegnere a casa.
Nei giorni scorsi il caso è stato anche all’attenzione del viceministro degli Affari Esteri Emanuela Del Re che, a margine della seconda conferenza ministeriale Italia-Africa, ha chiesto al ministro degli Esteri equatoguineano Simeon Oyono Esono Angue una maggiore collaborazione per risolvere il giallo della scomparsa. —
DANILO RENZULLO
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