Il Tirreno

Pisa

Ordinanza anti-degrado: si siede sulla colonna della chiesa, multato l’ex assessore Danti

Francesco Loi
Ordinanza anti-degrado: si siede sulla colonna della chiesa, multato l’ex assessore Danti

Pisa: l’episodio in piazza dei Cavalieri durante le pulizie del sagrato: «L’ho fatto consapevolmente perché sono contrario a questi provvedimenti»

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PISA. «Lì non ci si può stare, si alzi». «Conosco bene l’ordinanza, la trovo ingiusta ed io resto qui». Sabato sera intorno alle 22,50. Piazza dei Cavalieri. Il vigile urbano sale i gradini del sagrato. Seduto sulla cornice di una colonna della chiesa di Santo Stefano c’è Dario Danti, ex assessore comunale e professore di storia e filosofia al liceo Dini. In piazza una pattuglia composta da due agenti della polizia municipale. E due addetti dell’Avr con idropulitrice. È in corso il servizio di sanificazione dei luoghi che l’amministrazione nelle sere del weekend ha anticipato alle 21,30. Idropulitrici contro la malamovida.

La piazza non è presa “d’assedio” come in molte altre serate, specialmente nella buona stagione. Ma c’è comunque un centinaio di giovani. Nessuno seduto. Sanno dell’ordinanza numero 36 anti-degrado. E delle multe conseguenti. Lo sa anche Danti, che comunque, accompagnato dalla fidanzata, si siede in zona proibita per vedere l’effetto che fa. E l’effetto è quello della multa: 100 euro (se il pagamento avviene entro sessanta giorni). «Dobbiamo fare il verbale, mi dia un documento. Ci segua, per favore», dice il vigile. «Da qui non mi alzo, il modulo portatemelo qui», ribatte Danti. La compilazione va un po’ per le lunghe, anche perché Danti e la fidanzata si accorgono che il modulo non è quello giusto. È quello del Daspo urbano. «Praticamente per un giorno non sarei potuto stare in piazza dei Cavalieri», sorride l’ex assessore.

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Intanto intorno al sagrato si forma un capannello di giovani. Danti, che nel frattempo si era alzato, torna a sedersi nello stesso punto della chiesa. «Mi ero messo sul cornicione perché i gradini erano stati lavati da poco e mi sarei bagnato il sedere - racconta -. Intanto l’addetto aveva pulito di nuovo: come si asciuga, hanno il compito di bagnare ancora. Ma non è un po’ uno spreco?».

Come l’operatore di Avr si avvicina ai gradini della chiesa, i ragazzi del capannello intonano un coro: «Fateci la doccia, fateci la doccia». «Sanificatemi», incalza Danti. E l’addetto di Avr si ferma.

Sono circa le 23,20 quando arriva un mezzo della municipale con altri due agenti. Hanno portato il modulo giusto per fare il verbale, quello relativo all’ordinanza 36. Un vigile riconosce subito Danti, che però non cambia atteggiamento. «Da assessore mi sono dimesso per le vicende della fusione degli aeroporti toscani. Se credo in una cosa, non cambio idea per convenienza». Un ragazzo s’inserisce: «Gli fate una multa quando lì dietro, in via Ulisse Dini, ci sono gli spacciatori ».

Si passa così alla sottoscrizione del verbale. Danti fa inserire la frase: «Un tempo questa piazza era vissuta, ora è diventata pericolosa perché con acqua e sapone si rischia di scivolare». La firma del verbale avviene dopo un’ora dall’inizio della contestazione. A portare il foglio sono due agenti “accompagnati” dalla fidanzata di Danti, visto che il capannello dei giovani era tutto sul luogo “proibito” e si volevano evitare reazioni eccessive. «Ragazzi sedetevi, stasera pago io», scherza l’ex assessore.

Poi si fa serio: «Non è una questione di colore politico, in questa piazza ci ho fatto suonare Caparezza e non posso vederla così». Ora Danti ha intenzione di affrontare la vicenda dopo essersi consultato con un avvocato. «Scriverò una memoria su quanto accaduto. Ho contravvenuto consapevolmente, multa compresa. Pongo una questione politica e chiederò di parlarne direttamente con il sindaco. Le piazze sono luogo di socializzazione, l’illegalità è un’altra cosa».

Ma da professore di liceo, esempio per i giovani, cosa dice? «La disobbedienza civile è uno strumento democratico. Educare alla legalità è qualcosa di più profondo del rispetto delle leggi. Anche le leggi razziali erano leggi dello Stato. Mi ispiro alla Costituzione italiana, non a questo tipo di ordinanze».

Danti lascia piazza dei Cavalieri intorno a mezzanotte: «Mentre me ne andavo ho sentito il suono di un bongo. E qualcuno ha intonato “Bella ciao”».

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