Il Tirreno

Pisa

Diritti in Comune entra nel merito delle proposte avanzate dal Comune 

«Basta proclami, rispettiamo la legge e il monumento»

l’intervento«Subito una soluzione per le bancarelle, che non può essere la piazza del Duomo». Lo scrivono gli esponenti della sinistra pisana di Diritti in Comune. Il ritorno in piazza è, per la...

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l’intervento

«Subito una soluzione per le bancarelle, che non può essere la piazza del Duomo». Lo scrivono gli esponenti della sinistra pisana di Diritti in Comune.

Il ritorno in piazza è, per la coalizione, «una prospettiva quantomai anacronistica, anche in via temporanea, ed esclusa da tutti i vincoli di legge, come ha tenuto a ricordare il Soprintendente Andrea Muzzi. La Piazza del Duomo di Pisa, da quando nel 1987 è stata iscritta tra i siti del patrimonio mondiale dell’Unesco, ha una sua “buffer zone”, una sorta di area cuscinetto o fascia di rispetto con un proprio piano di gestione che assicura un'“effettiva protezione del sito per le generazioni presenti e future”. Gli ambulanti non ci possono stare e così ha sancito pure il Decreto Ronchey (1993), né con strutture mobili né tanto meno con strutture stabili e addossate (abusivamente) ad edifici storici, come accadeva con l'antico Spedale di Santa Chiara».

La «soluzione transitoria e infelice in Piazza Manin - scrive ancora Diritti in Comune - compromette un punto di vista privilegiato su Cattedrale e torre e non soddisfa nemmeno gli stessi operatori commerciali. Il problema dunque è tutt'altro che risolto. Già due mesi or sono il neo assessore al commercio e alle attività produttive, Paolo Pesciatini, aveva aperto ad uno sciagurato ritorno delle bancarelle in piazza, chiedendo di tutelare il “nostro commercio tradizionale, identitario” in barba ai vincoli di legge. Sulla tradizione e l’identità di quelle attività, che oggi mettono in vendita souvenir per la maggior parte “made in Cina”, nutriamo molte perplessità. Ancora una volta, poi, purtroppo emerge il bluff di chi sbandiera facili soluzioni dietro l’angolo, quando la questione deve ancora essere affrontata nella sua complessità. Uno sfratto non è mai la soluzione: gli ambulanti non possono stare in piazza del Duomo, ma svolgono un'attività che assicura la sopravvivenza fisica di molte persone, dunque va trovata loro una collocazione. Noi restiamo convinti della soluzione nella più volte richiamata Umi1, all’interno dell’area del Santa Chiara, con la realizzazione di una struttura dedicata con spazi di vendita da affidare mediante bando, privilegiando inizialmente la continuità con gli operatori attuali, ma che preveda elementi qualificanti: qualità del lavoro e qualità della merce.Per la ricollocazione temporanea delle bancarelle – in attesa della sistemazione della UMI1 - è sicuramente più adeguata la soluzione di largo Cocco Griffi e aree limitrofe. Quale che sia la soluzione definitiva, è comunque impensabile prevedere la chiusura di Porta Nuova – principale ingresso alla Piazza creato sotto Cosimo I alla metà del XVI secolo – che la giunta comunale dà per scontata in tutti e tre i progetti presentati».

«Si lascino perdere proclami e promesse irrealistiche, che non fanno altro che giocare con il lavoro dei bancarellai ed allontanano le vere soluzioni - concludono i rappresentanti di Diritti in Comune - e si cominci invece ad operare per un progetto seria, che tenga conto delle norme di legge e del contesto monumentale». —

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