Sicurezza
Bancarelle in piazza Il no dei prof pisani
Anche il professor Adriano Prosperi firma il documento con il quale si chiede a commercianti e Comune di ripensarci
PISA
È un no netto quello che arriva da una parte del mondo accademico e della cultura pisana all’ipotesi del ritorno in piazza Duomo delle bancarelle destinate, secondo i piani del Comune - ma nel lungo periodo - a una sistemazione definitiva nell’area del Santa Chiara. Da qualche giorno è partita una petizione, con tanto di lettera aperta alla città a sostegno delle motivazioni del no. A firmarla professionisti, docenti e non solo. Un nome spicca, tra gli altri: quello del professor Adriano Prosperi. Con lui anche Carlo Benvenuti, Anna Corsi Prosperi, Alessandro Del Punta, Lucia Del Punta, Rossella Del Punta, Mariagrazia Della Martina, Carla Forti, Gioia Maestro, Franca Micotti, Gabriella Papini, Piero Pierotti, Veronica Sellaroli, Enrico Scaravelli, Gabriella Serani, Jacopo Tomasi, Denise Ulivieri.
Il punto di partenza è la mancata individuazione di una soluzione adeguata al problema delle bancarelle nonostante i 5 anni che sono stati necessari al restauro dello Spedale di papa Alessandro IV. Poi seguono le articolate argomentazioni a sostegno del no al ritorno in piazza dei bancarellai. Un no espresso «come cittadini non organizzati, privi di interessi diretti nell'uso commerciale della Piazza, che ne fanno una questione di tutela e di scelte culturali».
«La Piazza (tutta la Piazza) - si legge nella petizione - è stata inserita dal 1987 fra i “Patrimoni dell'umanità” Unesco. Tale riconoscimento non è dovuto sicuramente alle attività dei bancarellai. Questi tuttavia, per quanto appare, ritengono di vantare una sorta di diritto naturale a fruire di una rendita di posizione derivata dalle caratteristiche di un patrimonio che non hanno contribuito a costituire e che, anzi, può essere sminuito nel suo valore proprio dall'esercizio della loro attività, se svolta in immediata contiguità. In secondo luogo, come era nei programmi, il restauro dello Spedale di papa Alessandro IV ha reso fruibile il quinto monumento della Piazza, che la definisce geometricamente sul suo lato meridionale, in parallelo con l'orientamento del Duomo, del Battistero, del Camposanto e del tratto settentrionale delle mura. Esso è forse più modesto come aspetto architettonico ma fondamentale nella struttura generale del complesso. Tornare a perimetrare visivamente la Piazza con una sfilata disordinata di bancarelle, anziché con un edificio a essa coevo, configura una perdita di valore. Ciò vale ovviamente anche nell'eventualità di provvedimenti definiti “temporanei”».
«In linea di principio gli interessi commerciali di un piccolo gruppo non possono fare aggio sugli interessi generali, di qualunque genere essi siano - concludono i firmatari - . Tuttavia avrebbe poco senso creare conflitti nel nostro caso, quando essi possono essere soddisfatti in altro modo e altrove. Considerando questi aspetti, rivolgiamo un appello in primo luogo agli stessi ambulanti affinché si astengano dal proporre soluzioni peggiorative che nuocciono alla Piazza e alla città, stabili o transitorie che siano. Invitiamo altresì le amministrazioni competenti a concertare, tutte insieme e in tempi brevi, una soluzione compatibile ed equilibrata, che sia rispettosa del bene, che affronti la questione globalmente e non crei posizioni di privilegio all'interno della stessa categoria degli ambulanti». —
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