Il Tirreno

Pisa

la versione dell’automobilista 

L’investitore si difende: «Ho sentito solo il botto la visuale era ridotta»

C.B.M.
L’investitore si difende: «Ho sentito solo il botto la visuale era ridotta»

L’uomo è indagato per omicidio stradale: si è presentato dai carabinieri nove ore dopo l’incidente accompagnato da due avvocati

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PISA

Sconvolto, pietrificato dallo choc. Così viene descritto dai propri legali Giuliano Scivoletto, il 31enne di Porcari, nato in Germania, che si è consegnato alle forze dell’ordine diverse ore dopo aver investito i tre diciannovenni all’alba di giovedì davanti al Seven Apples di Marina di Pietrasanta.

Dal momento dell’incidente non sarebbe più riuscito a mangiare e a dormire, tanto è turbato dall’accaduto.

«Per lui sono state ore tremende» dice chi ha avuto modo di sentirlo. Un tormento interiore innescato da un incidente, il cui bilancio si è poi aggravato con la morte di uno dei tre feriti.

Uno scenario che non solo inguaia l’automobilista, ma ne appesantisce il peso sulla coscienza, anche se la sua versione è quella di uno schianto di cui non si è neanche reso conto fino a quando non ha sentito il botto sul parabrezza.

Secondo la ricostruzione degli avvocati che difendono l’uomo, Marco Treggi e Federico Corti del Foro di Lucca, Scivoletto avrebbe sentito solamente l’urto dovuto all’impatto.

La visuale quella sera, fanno sapere i difensori, era piuttosto ridotta a causa della pioggia battente che cadeva in quel momento.

Dopo lo scontro l’uomo avrebbe passato ore di choc e non si sarebbe fermato a soccorrere per paura.

Non appena si è reso conto dell’accaduto, devastato dal senso di colpa, avrebbe immediatamente preso la decisione di consegnarsi alle autorità. Non prima di rivolgersi ai due avvocati.

A quel punto, nove ore dopo l’incidente, nel primo pomeriggio di giovedì, si è presentato alla caserma dei carabinieri di Cortile degli Svizzeri, a Lucca, ammettendo di aver investito i tre giovani davanti al Seven Apples.

Non è ancora chiaro se in macchina con Scivoletto ci fossero state altre persone o se era da solo. Si attendono ancora i risultati dell’alcoltest e delle analisi del sangue per poter stabilire se l’automobilista fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti o alcoliche.

Gli esami tuttavia potrebbero non essere decisivi considerando che sono stati compiute diverse ore dopo il momento dell’incidente. Per lui al momento non sono state disposte misure cautelari: non è stato arrestato perché non c’è pericolo di fuga o di reiterazione del reato.

Ma la sua macchina è stata sequestrata e sarà oggetto di perizie per stabilire, sulla base dei danni al parabrezza e alla carrozzeria, l’andatura al momento dello schianto.

Inizialmente l’ipotesi di reato era lesioni gravissime, omissione di soccorso e fuga, ma il quadro è cambiato nel momento in cui una delle tre matricole investite, Michela Sotgia, è morta: se n’è andata ieri pomeriggio all’ospedale di Cisanello.

Il reato a suo carico si trasformerebbe in omicidio stradale se dovessero emergere violazioni da parte di Scivoletto a livello di codice della strada o di positività ad alcol o droghe. Nel frattempo continuano le indagini della polizia stradale. —

C.B.M.

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