Il Tirreno

Pisa

il caso 

Via le rastrelliere, bici lasciate ovunque

Carlo Venturini
Via le rastrelliere, bici lasciate ovunque

Il Comune ha disposto, con l’ordinanza anti-degrado,  la rimozione dei mezzi ma poi non realizza parcheggi 

3 MINUTI DI LETTURA





pisa

Le bici lasciate fuori dalle rastrelliere non vengono rimosse. Le rastrelliere sì. È il paradosso dell’ordinanza sindacale del 10 ottobre che adotta la linea dura contro il parcheggio abusivo di biciclette. Peccato che la giungla di bici e carcasse delle stesse, stia proliferando grazie al fatto che non solo non ci sono nuove rastrelliere ma quelle poche che c’erano, sono sparite.

Succede in tutta la zona della Sapienza lato Piazza Dante. Lì c’era una sequela infinita di rastrelliere che perimetrava tutta la piazza. Furono tolte per la messa in opera del cantiere della Sapienza. Il cantiere è finito da mesi ma di rastrelliere non c’è neppure l’ombra. Stessa cosa dicasi per quelle in piazza S. Omobono. Quelle che c’erano, furono tolte per il cantiere dei bagni pubblici. Finiti i lavori, non sono state rimesse. Ecco allora che le bici vengono addossate ai muri e alle saracinesche dei negozi. E quando i banchi della frutta chiudono, vengono addossate anche lì.

Altro giro, altra corsa in bici ma senza rastrelliere anche in piazza del Pozzetto. Lì le rastrelliere furono tolte per il Gioco del Ponte e sono rimaste chiuse in qualche magazzino di Pisamo. Da piazza Garibaldi lungo tutto Borgo Stretto e piazza delle Vettovaglie non c’è una sola rastrelliera che compare in via Oberdan ed è presa d’assalto. Tutta la zona è universitaria e piena di dipendenti pubblici pendolari. L’ordinanza parla fin troppo chiaro e cioè che verrà effettuata la rimozione coatta di tutte le bici non parcheggiate in modo consono all’interno di apposite rastrelliere. Chi vorrà riavere il proprio mezzo indietro, dovrà recarsi alla Pisamo e pagare le spese di custodia e rimozione.

La mancanza di apposite rastrelliere si fa sentire particolarmente alla stazione ferroviaria. Di fatto ci sono solo quelle del servizio a pagamento di Ciclopi. Il rapporto Ecosistema urbano di Legambiente, divulgato due giorni fa, fotografa chiaramente la città e sottolinea come anegli ultimi anni sia calato drasticamente l’uso dei mezzi pubblici, mentre il Pisamover non è riuscito a modificare il sistema di mobilità cittadino. Di contro è aumentato il numero di auto (60,2 auto ogni 100 abitanti) e quello dei motocicli (18, 2 ogni 100 abitanti), che registra una delle medie nazionali più alte. A livello italiano, Pisa si colloca ai primi posti per il numero di incidenti stradali con morti e feriti (9,68 ogni 1. 000 abitanti)».

Se si vuole dare un senso alle piste ciclabili ed alla ciclabilità cittadina, visto il notevole impegno nell’aumentare progressivamente le piste ciclabili, devono essere previste idone rastrelliere bloccatelaio. La Fiab pisana sottolineò come «l’ordinanza antidegrado del 10 ottobre, con cui il Comune di Pisa prevede la rimozione forzosa delle bici parcheggiate al di fuori delle rastrelliere in alcune zone del centro storico, della stazione centrale e dell’area monumentale, ci sorprende e ci lascia perplessi. Ci pare infatti che il degrado a Pisa non sia dovuto a chi cerca di proteggere la propria bici dal furto, assicurandola ad un supporto fisso, ma piuttosto ai rottami che alcuni abbandonano in giro per la città». La rimozione delle carcasse di bici dalle rastrelliere può aiutare ma il problema è a monte e cioè che erano in numero esiguo già prima dell’ordinanza e con l’emanazione di essa, di fatto si sono ridotte. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa