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Pisa

ricerca e salute 

Riabilitazione a domicilio Un successo il progetto pisano

Rivolto a bambini e ragazzi colpiti da emiplagia porta nelle case dei pazienti le tecnologie per la cura e l’assistenza dei malati

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Calambrone

La tecnologia porta direttamente a casa dei bambini colpiti da emiplegia, un grave disturbo del movimento che interessa una metà del corpo ed è causato da lesioni cerebrali congenite, una qualità della riabilitazione simile a quella clinica. È quanto hanno sperimentato a domicilio 30 famiglie toscane e tante famiglie in ben otto regioni d’Italia, ottenendo risultati sovrapponibili al training svolto presso il centro di riabilitazione. L’obiettivo è stato raggiunto grazie al progetto quadriennale denominato “Tele-Upcat”, finanziato dal ministero della Salute con 278 mila euro e coordinato da Giuseppina Sgandurra, ricercatrice dell’Irccs Fondazione Stella Maris e dell’Università di Pisa. Lo studio si è svolto in collaborazione con i ricercatori dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, guidati dall’ingegner Francesca Cecchi e del laboratorio di risonanza magnetica della Stella Maris, guidati dalla dottoressa Laura Biagi. Sono loro le giovani ricercatrici del team che hanno avviato, integrando le loro diverse e complementari competenze, il progetto Tele-Upcat. Del progetto che volge alla conclusione si farà un bilancio oggi dalle 15,30 nell’Auditorium della Stella Maris in occasione dell’evento che riunirà le famiglie, i ricercatori e gli esperti che hanno partecipato allo studio. Il pomeriggio sarà alternato dagli interventi degli specialisti, con momenti conviviali dedicati a genitori e bambini. Presenti le Associazioni Asd Eppursimuove e il Coordinamento etico dei Caregiver.

Tele-Upcat è una piattaforma dedicata a programmi di riabilitazione intensiva domiciliare per l’arto superiore in bambini ed adolescenti tra 5 e 20 anni affetti da emiplegia. Il trattamento “Osservare per Imitare” si basa scientificamente sullo stimolazione dell’uso da parte del nostro cervello del sistema dei “Neuroni Specchio”, e consiste in far osservare ai bambini azioni significative, che poi devono subito ripetere. Ad ogni soggetto viene proposto un training intensivo con attività quotidiane manuali a difficoltà crescente, pianificate sulla base del proprio livello di abilità manuale e presentate con un’interfaccia adatta alla propria età (cartone animato o voce-guida). L’attività manuale dei partecipanti viene registrata grazie all’utilizzo di braccialetti sensorizzati. Uno dei successi del progetto è stato proprio il coinvolgimento di 30 famiglie residenti principalmente in Toscana, ma anche in altre 8 altre regioni Italiane, dal Nord al Sud, i cui bambini erano in cura per l’emiplegia alla Stella Maris o all’Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia, presso il servizio diretto da Adriano Ferrari. Da un punto di vista scientifico, i dati preliminari dimostrano che con il training a domicilio si possono ottenere risultati sovrapponibili a quelli ottenuti in clinica, ed addirittura superiori per alcuni domini. —

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