Il Tirreno

Pisa

enti locali 

Angori, il sindaco-presidente: restituire dignità alle Province

Francesco Loi
Angori, il sindaco-presidente: restituire dignità alle Province

Il successore di Filippeschi e Deidda: «Le risorse economiche sono state tagliate ma restano le responsabilità su funzioni importanti come strade, ponti e scuole»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA

«Dobbiamo tornare a dare dignità a questi enti». All’indomani del successo elettorale, Massimiliano Angori, sindaco di Vecchiano, parla anche da nuovo presidente della Provincia di Pisa. Candidato del centrosinistra, ha battuto lo sfidante del centrodestra a trazione leghista, il sindaco di Pisa, Michele Conti, con oltre il 62% delle preferenze.

Angori, sensazioni personali il giorno dopo la sua elezione?

«Sono contento per me, per Vecchiano e per i sindaci che mi hanno preceduto. Nell’individuazione e nel sostegno alla mia candidatura mi piace vedere anche la stima che una realtà come il mio comune, Vecchiano, si è conquistata negli anni».

Invece quale significato politico attribuisce a questo successo elettorale?

«In questa occasione tutto il centrosinistra ha dato una bella dimostrazione di saper rispondere alla sfida, in testa il Partito democratico con il suo gruppo dirigente che si è fatto carico di questo impegno. Ma vorrei sottolineare anche la capacità di dialogo con le liste civiche che hanno i loro qualificati rappresentanti in molti Comuni del territorio provinciale. Un modo per riaffermare la necessità di portare il confronto e l’attenzione anche fuori dalle stanze dei partiti e dentro la società civile».

Esternamente è stata una campagna elettorale per la Provincia abbastanza sotto traccia: lei come si è mosso?

«Ho fatto una campagna elettorale vera, girando per la provincia. Ho incontrato i sindaci ed i rappresentanti delle liste civiche per renderli partecipi e coinvolgerli. Mi ha fatto piacere vederli al seggio nella sede della Provincia dove ho aspettato il risultato».

Ora deve guidare un ente che, per effetto della riforma Delrio e della vittoria del no al referendum costituzionale del 2016, è rimasto a metà: più che dimezzato come competenze e risorse economiche, ma con ancora deleghe dell’importanza delle strade e dell’edilizia scolastica…

«Con la riforma Delrio del 2014 le Province sono diventate enti di secondo livello. In questo periodo hanno subìto la riduzione delle risorse finanziarie, mantenendo però competenze di grande rilievo. Il patrimonio stradale, che per la provincia pisana vuol dire oltre mille km complessivi, significa sicurezza, ponti da salvaguardare e rischio frane da controllare. Poi c’è tutta la partita dell’edilizia scolastica per quanto riguarda gli istituti superiori. A quattro anni da questa chiamiamola sperimentazione, è venuto il momento di trovare nuove soluzioni. Le Province, dopo il referendum, sono rimaste nella Costituzione e devono essere rifinanziate in modo adeguato per dare ai cittadini servizi all’altezza. Questi enti devono essere ottimizzati rivedendo il loro ruolo anche nel rapporto con i Comuni e le Unioni dei Comuni. Devono tornare ad avere dignità».

Girando per i comuni del territorio e parlando con i sindaci, quali sono le esigenze principali che le sono state rappresentate?

«Anzitutto l’esigenza di avere un rapporto nuovo e più vicino con l’ente Provincia. Dai Comuni è emersa la voglia di avere un interlocutore reale e diretto che cerca di capire fino in fondo le necessità che arrivano dai territori, assai diversificati nelle loro caratteristiche: dall’area pisana alla Valdera, dal Valdarno alla Valdicecina, alle Colline. Le altre necessità più rappresentate sono la puntualità e l’efficacia nell’ambito delle manutenzioni ordinarie e un sostegno nella ricerca di risorse economiche straordinarie rispetto ai bilanci comunali».

Quale sarà la prima cosa che farà da presidente della Provincia?

«La stessa che ho fatto una volta diventato sindaco, ovvero instaurare un dialogo importante con la struttura, dai dirigenti alle varie componenti del personale. Capire bene la macchina amministrativa lo ritengo essenziale».

È presidente di una Provincia dove due dei tre Comuni più popolosi hanno una maggioranza di centrodestra con sindaci della Lega, ovvero Pisa e Cascina: come pensa di rapportarsi con loro?

«Con Conti ho avuto un contatto subito dopo il risultato elettorale essendoci trovati entrambi al seggio. Ci siamo stretti la mano con rispetto. Spero che questo sia un segnale che ha un senso». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web