Il Tirreno

Pisa

il braccio di ferro 

Bancarelle, già scritti i vincoli sul tipo di strutture e di merce

Sono tutti indicati nel piano del commercio su aree pubbliche attualmente in vigore Il Comune spera di aprire un dialogo con la Sovrintendenza 

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PISA

Sovrintendenza e Comune. Spetta a loro trovare una soluzione alla questione delle bancarelle del Duomo, non tanto per la sede definitiva quanto per la collocazione temporanea nell’attesa che si liberi l’area dell’ex pronto soccorso già individuata da Palazzo Gambacorti.

L’obiettivo dichiarato di bancarellai ed associazioni di categoria è il rientro in Piazza dei Miracoli. Il Comune sembra possibilista, anche se il sindaco Conti non si è mai sbilanciato, per la Sovrintendenza nemmeno a parlarne. Lo stallo potrebbe sbloccarsi se i due enti convenissero su tipologie di strutture e merceologie consone all’area monumentale attraverso un confronto auspicato dall’assessore Raffaele Latrofa in occasione dell’ultimo consiglio comunale.

«In questo caso ci sarebbe poco da inventare - spiega Giulio Garzella, coordinatore sindacale di Confesercenti Toscana Nord - visto che questi vincoli sono riportati nero su bianco sull’attuale piano del commercio su aree pubbliche come condizione per la permanenza dei banchi in Piazza dei Miracoli in attesa della destinazione definitiva (che in quell’atto era indicata nella caserma Bechi Luserna trasformata in terminal turistico)».

«Basterebbe quindi ripartire da questo documento - aggiunge Garzella - ribadendo per l’ennesima volta che la Piazza dei Miracoli sarebbe una soluzione temporanea. E considerando che questa volta la sede definitiva è già stata individuata, i tempi potrebbero essere certi».

In effetti l’attuale piano del commercio su aree pubbliche si occupa sia delle nuove strutture che delle merceologie. Per quanto riguardi i banchi si parla di «strutture mobili da realizzarsi secondo un prototipo elaborato dall’amministrazione comunale, sentite le associazioni dei commercianti e la Sovrintendenza».

«La vendita è consentita - si legge ancora nel piano del commercio - dalle 8 alle 20 ed al termine della giornata i posteggi dovranno essere liberati dalle strutture mobili».

Per quanto riguarda la collocazione gli ambulanti pensano che ovviamente non possa essere sul marciapiede a ridosso della facciata del museo appena restaurata, ma più verso la strada. Va anche considerato che il Comune ha nei suoi progetti il rifacimento del manto stradale di Piazza dei Miracoli uniformandolo a quelle di via Santa Maria.

Vincoli precisi anche sulla merce da vendere. Sempre dal piano del commercio: «I beni da porre in vendita dovranno consistere esclusivamente in prodotti di artigianato locale, piccolo antiquariato, stampe antiche, cartoline, poster, calendari aventi oggetto beni artistici, oggetti religiosi. Non sono ammesse merci offensive del pubblico decoro, merci tipiche dei mercati settimanali». —

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