Sicurezza
Baci e abbracci agli anziani, poi sparivano anelli e portafogli
Due donne sotto processo: nullatenenti ma una ha cambiato nove auto in 5 anni. Scoperti acquisti delle imputate di gioielli e Rolex. Alcune vittime hanno 94 anni
Nullatenenti con residenza in un alloggio popolare, ma capace una delle due di cambiare nove auto nel giro di cinque anni per un conto di circa 60mila euro. E poi gioielli e Rolex ad allietare un tenore di vita ritenuto dagli inquirenti spropositato rispetto alle entrate, formalmente inesistenti. È l’identikit di due imputate finite a processo per furto aggravato in concorso. Per l’accusa Miria Comelli, 38 anni e Gloria Bellinati, 51 anni, residenti a Lucca, sono le responsabili di almeno otto furti consumati con la tecnica del bacio con abbraccio tra Capannori e San Giuliano Terme. Cinque anziani e tre signore in là con gli anni che, una volta fermate in strada, venivano avvicinate dalle due, disinvolte nel fingersi vecchie amiche, per poi essere alleggerite del portafogli o dei gioielli. Ieri mattina in Tribunale davanti al giudice Maria Grazia Grieco (pm onorario Evelina Lalli) si è aperto il dibattimento. In aula anche due vittime di 94 anni. Un legittimo impedimento del difensore, l’avvocato Pierpaolo Santini, ha fatto slittare l’udienza all’ottobre 2019. Con buona pace delle ultranovantenni che da parti lese hanno avuto un assaggio amaro dei tempi della giustizia in Italia. L’inchiesta “Baci & Abbracci” risale al 2016, ma i colpi contestati vanno a ritroso nel tempo, fino al 2014. Fu l’allora comandante del nucleo operativo e radiomobile, il capitano Andrea Barbieri a dedicare uno sforzo particolare per interrompere quegli incontri che di affettuoso avevano solo il pretesto per derubare persone vulnerabili. Secondo la Procura le due donne si avvicinavano ai loro bersagli salutandoli e abbracciandoli come se si conoscessero da una vita. Subito dopo si stupivano se non venivano riconosciute.
Pochi secondi sufficienti per allungare le mani nelle borse o sfilare portafogli. Oppure, se l’obiettivo era una donna, si davano da fare per prendere - durante i fatali abbracci - collanine d'oro e bracciali. Gli incontri ravvicinati con furto finale furono localizzati tra Ghezzano e San Giuliano Terme, ma anche a Pieve di Compito nel Capannorese. La tecnica era sempre la solita e faceva affidamento sulla debolezza delle vittime, alcuni delle quali ieri erano in aula al contrario delle imputate. In una delle incursioni uno dei derubati riuscì a prendere il numero di targa dell’auto su cui erano salite le due donne e da lì gli investigatori, anche con pedinamenti, misero insieme gli elementi per chiudere l’inchiesta. Comelli e Bellinati, con diversi precedenti specifici, all’epoca furono solo denunciate, ma nei loro confronti i carabinieri chiesero e ottennero la misura della sorveglianza speciale per due anni. Nel corso delle indagini patrimoniali, i carabinieri hanno scoperto che le due imputate vivono in un alloggio di edilizia popolare a Lucca e che una delle due dal 2012 al 2016 si è intestata nove auto, dall’Audi A3 alla Mini Cooper, dalla Golf alla Mercedes. Non solo. Durante le perquisizioni domiciliari i militari si imbatterono in numerose ricevute di acquisti di preziosi e Rolex da parte delle due donne formalmente disoccupate. —
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