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Tra storia e cultura la rinascita del Monte nel nome di Mazzei

Tra storia e cultura la rinascita del Monte nel nome di Mazzei

Quattro giorni di mostra e dibattiti nella Villa di Corliano in occasione dei 29 anni del circolo presieduto da Balzi

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SAN GIULIANO

Il 28 settembre 1990 nacque a Pisa il Circolo Culturale Filippo Mazzei. Trenta i fondatori, prevalentemente pisani, ma anche livornesi e lucchesi. La cerimonia costituente si svolse nell’Aula Magna Nuova dell’Ateneo, con sede stabilita in piazza Carrara.

L’ingresso nel ventinovesimo anno del sodalizio presieduto da Massimo Balzi, storico segretario, viene festeggiato in grande stile con una quattro giorni, che si conclude oggi, di mostra a Villa di Corliano tra vita del Mazzei e storia dell’associazione, proiezioni, dibattiti e serate della cucina improntate alle contaminazioni alimentari tra il food americano, francese, tedesco, inglese e toscano onorando anche a tavola quel concetto di contaminazione culturale proprio dell’Eroe dei Tre Mondi.

Al centro dei dibattuti l’età dei lumi tra cultura massonica, la Lucca di Napoleone e la storia del Mazzei e del circolo.

La conclusione stasera alle 18,30 in Fattoria della Villa (sala Andrea Agostini) con l’intervista di Balzi a Giovanni Fascetti, presidente del Circolo Ippolito Rosellini sul tema “I Palazzi di città e le Ville di campagna. Le centrali pisane del pensiero progressista e liberale tra Secolo dei Lumi e Rivoluzione Nazionale con successiva cena dai sapori toscani». Partecipate le cene a tema all’Osteria dell’Ussero di Antonio Cappabianca. Considerato il gradimento della formula, tra cultura, arte, storia e food, gli organizzatori riflettono sull’opportunità di bissare l’evento l’anno prossimo.

«Il Circolo Mazzei pensa che la miglior risposta a chi pensa di devastare questo Paese tra fuoco ed incendi materiali e culturali - dice Balzi - sia non reagire con emotività, ma presidiare ogni giorno i tabernacoli della cultura da cui far ripartire idee e pensieri in un età di nuovi barbari. E sicuramente Corliano, frequentata dal Mazzei con gli illuministi pisani, il Monte Pisano con il sistema delle sue ville, devono diventare un laboratorio culturale che, attraverso eventi quali mostre e concerti, facciano rinascere dalle piante incendiate con nuove linfe l’economia dei territori che oggi vivono con preoccupazione il loro futuro costruendo anche nel nome di Mazzei nuovi ponti di amicizia tra i popoli». —

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