Rivalità calcistica accantonata dalle curve solo solidarietà
Apprezzato uno striscione dei tifosi del Livorno: “Vicini al popolo pisano” “Pisani tenete duro” la scritta dedicata invece dai sostenitori del Genoa
PISA
Di fronte ad eventi tragici o situazioni d’emergenza la solidarietà tra tifoserie amiche, ma anche rivali, non è mai mancata. Una forma di rispetto, ma anche di impegno concreto che è nel Dna degli ultras e più in generale del mondo del tifo organizzato. Dopo il fuoco che in settimana ha devastato i Monti Pisani dalle curve italiane, e non solo, sono arrivati tanti messaggi di solidarietà alla popolazione. La partita di martedì con l’Arezzo veniva giocata regolarmente e la Curva Nord pisana ha subito manifestato il proprio dissenso prima attraverso un comunicato, poi con uno striscione (“La nostra terra brucia e volete giocare, per noi oggi non c’è partita”), infine i ragazzi dei gruppi sono usciti dopo un quarto d’ora di gioco lasciando vuoto il loro settore.
Se la società dell’Arezzo, stando al comunicato del Pisa, ha voluto comunque giocare, i tifosi amaranto al di là della rivalità hanno esposto un bello striscione: “La terra brucia, la gente piange, ma il calcio si ferma solo per le proprie magagne”. In contemporanea da Livorno arrivava la solidarietà dei cugini. “Vicini al popolo pisano”, scrive la nord amaranto (striscione identico a quello visto al Castellani per Empoli-Milan a firma dei Desperados), poi al termine della partita l’allenatore Cristiano Lucarelli pubblica una foto dell’incendio sul Serra sul suo profilo Twitter: “Vicino alla città di Pisa!”. Una solidarietà che non era mancata da parte dei tifosi nerazzurri un anno fa durante l’alluvione.
Non sono mancati nemmeno i messaggi di supporto da parte di tanti ex calciatori del Pisa, molto bello quello di Umberto Eusepi che attualmente è in prestito al Novara. Torniamo negli stadi. I tifosi del Genoa, un tempo gemellati con quelli nerazzurri, durante la partita contro il Chievo allo stadio Ferraris hanno esposto in gradinata nord un deciso: “Pisani tenete duro”. Un popolo, quello genovese, colpito poco più di un mese fa dal crollo del ponte Morandi che ha causato 43 morti e ha danneggiato in maniera forte tantissime abitazioni. In quel caso il calcio si fermò solo in parte rispetto, concedendo il rinvio delle partite solamente alle squadre genovesi per le partite Sampdoria-Fiorentina e Milan-Genoa. Striscioni verso le popolazioni colpite dalla mano dei piromani anche nella vicina Pontedera e nella lontana Graz. —
ANDREA CHIAVACCI
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
