La manifestazione
Operai forestali in prima linea Ma a rischio estinzione
La denuncia del sindacato: «La Regione sta smantellando un settore importante anche al di fuori delle emergenze»
pisa
«I giorni terribili dell’incendio sui Monti Pisani hanno visto impegnati in prima linea gli operai forestali della Regione. Una struttura fondamentale per la salvaguardia del patrimonio boschivo che però sta vivendo un momento molto difficile per una scarsa considerazioni proprio da parte dell’ente regionale». A parlare è Natasha Merola funzionaria del Flai Cgil, il sindacato lavoratori agroindustria, a nome della categoria degli operai forestali che in Toscana conta 400 unità. Operai che in questi giorni hanno lavorato fianco a fianco con vigili del fuoco e protezione civile. «Con una conoscenza specifica del territorio – dice ancora Merola – che deve essere ancora il punto di forza della nostra categoria. Categoria che sta invece vivendo un periodo di grande incertezza sia economica che lavorativa frutto di un periodo di transizione voluto dalla Regione, con la conseguenza di un mancato progetto che valorizzi la gestione del patrimonio forestale».
La categoria chiede a gran voce di svolgere le funzioni per cui è stata costituita, quelle cioè della salvaguardia del patrimonio forestale. Ancora la sindacalista: «In questi anni la Regione ha pian piano smantellato il settore, affidando alcune funzioni degli operai forestali agli enti locali. La conseguenza di questo è che i Comuni, per giustificare il loro contributo economico, utilizzano gli operai per lavori diversi da quelli del controllo dei boschi. Facendo perdere non solo competenze ma soprattutto vigilanza sul campo».
Nei giorni dell’incendio sono confluiti sul Monte Serra gli operai forestali di Pisa, Pomarance, Santa Luce e Calci. «Che con grande dedizione e professionalità hanno affrontato un incendio di un livello che pochi ricordavano – dice ancora Natasha Merola –. Facendo valere la conoscenza del territorio e la specificità del proprio lavoro». Un lavoro che non manca e non solo nelle emergenze. La conclusione di Natasha Merola: «Un esempio su tutti quello di via Pisorno. Guardate la differenza tra la pineta all’interno di Camp Darby e quella invece nell’area opposta. Una pulizia che sarebbe necessaria da parte degli operai forestali. Per questo proprio partendo da una tragedia come quella del Monte Serra chiediamo alla Regione di far tornare il nostro settore ad essere una risorsa importante superando i deficit gestionali e capire quale sia l’idea di forestazione che ha per il futuro». —
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