La protesta
Il pittore: «Nelle mie tele la bellezza ferita, ma tornerò lì con cavalletto e colori»
sguardo d’artistaVedere quei luoghi distrutti dal fuoco, la sofferenza di chi ha perso tutto, è stato per lui come una coltellata al cuore. Lui che quei monti e quegli ulivi, con tantissima passione,...
sguardo d’artista
Vedere quei luoghi distrutti dal fuoco, la sofferenza di chi ha perso tutto, è stato per lui come una coltellata al cuore. Lui che quei monti e quegli ulivi, con tantissima passione, li ha ritratti negli anni, riproducendo su tela quella stessa bellezza, fatta di colori e luci che solo una natura benevola sa regalare. Un panorama struggente che una mano criminale, una sera di inizio autunno, approfittando di un vento più forte del solito, ha voluto cancellare per sempre. Il fuoco si è mangiato tutto, ma non ha potuto portare via i tanti ricordi, quelli belli, rimasti impressi nella mente e negli occhi di tantissimi pisani che amano la loro terra. Come nel cuore e nell’anima di Giuseppe Biondi, 73 anni, pisano, ex amministratore pubblico di lungo corso, pittore per passione, che questi luoghi ora inceneriti, ha ritratto più volte.
«Tele che rappresentano la bellezza della mia terra», afferma senza mezze parole. Un incanto che, prima dello scempio, è stato impresso dall’artista in due opere ad olio: la prima dedicata ai bellissimi ulivi di Agnano, la seconda al panorama struggente della Verruca, ora orrendamente offeso dalle fiamme. Quei luoghi li conosce benissimo. «Non solo per essere pisano - sottolinea Biondi - ma per essermene occupato in qualità di assessore all’ambiente della Provincia di Pisa, quando presidente era Fausta Giani Cecchini». Parliamo degli anni Ottanta. «All’epoca - continua Biondi - svolgevo il mio ruolo di amministratore pubblico, portando avanti anche il mio lavoro di bancario, non tralasciando però mai la pittura. Un hobby che mi ha sempre coinvolto fin da bambino e che l’arrivo della pensione, dopo aver ricoperto altri ruoli politici, mi ha permesso di assaporare appieno».
Attraverso colori e pennelli, Biondi ha ritratto Pisa in molti suoi angoli. Oltre ai paesaggi dove il Monte Pisano ha sempre avuto un posto di rilievo. «È un luogo che mi ha sempre emozionato - racconta - e vederlo ferito è una sensazione che mi ha emotivamente coinvolto. Non nego che sia stato un vero e proprio colpo. Un colpo che ha ferito la mia anima, come penso quella di tanti altri concittadini che questi luoghi amano e rispettano». Sono tele cariche di emozioni, non ci sono dubbi, quelle realizzate da Biondi e che hanno portato il nome di Pisa in giro per la Toscana e nel resto del Paese, grazie a numerose esposizioni allestite in importanti gallerie d’arte, tra le quali il Gamec di Pisa, sotto la direzione di Massimiliano Sbrana. «So che ci vorrà del tempo perché tutto possa tornare come prima - conclude l’artista - . Il mio augurio, facendo tesoro anche della mia esperienza politica, è che la situazione non peggiori per effetto delle piogge. Per quanto riguarda invece la mia arte, una cosa è certa: non so quando, ma tornerò lì, con il mio cavalletto ed i miei colori a dipingere questi monti ora feriti, neri, ricoperti di cenere, ma non per questo spogliati della loro essenza e bellezza». —
ROBERTA GALLI
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