Il dolore
Il messaggio di speranza del sindaco «Ripartiremo anche questa volta»
Il sindaco dalla vetta del Serra: «Siamo in un luogo bellissimo ma anche in mezzo allo scempio. Ricominciamo da qui»
CALCI
«Calci ripartirà anche questa volta». Anche se non esistono più colori e il Monte Serra appare come una vecchia fotografia in bianco e nero. Una lunga e silenziosa distesa di cenere, intervallata dalle migliaia di alberi bruciati e dal rumore degli elicotteri costretti ad intervenire per far fronte ai principi di incendio che continuano a minacciare la vegetazione.
L’ultimo si è alzato in cielo ieri mattina, per combattere le fiamme che hanno cancellato ancora un po’ di colore da quel Monte che la natura ha costruito, anno dopo anno, rigoglioso e brillante. Un intervento repentino, andato in “scena” proprio durante la diretta Facebook del Tirreno, con la quale - insieme al sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti, il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Pisa Ugo D’Anna e Fabiola Franchi, dell’associazione Amici della Certosa - il nostro giornale ha portato i lettori nello scenario lunare del Monte, raccontando i tragici momenti dell’incendio con la voce di chi ha coordinato la fase emergenziale, gli interventi fatti e quelli che saranno messi in campo per ricostituire tutto ciò che la mano di un piromane ha distrutto. Per farlo, il Tirreno ha scelto un luogo non casuale del Monte Serra, la panchina degli innamorati, nei pressi del ristorante "Le porte": il posto dove centinaia di pisani hanno condiviso passione ed emozioni e che la furia delle fiamme ha solo lambito, ma non attaccato. Una metafora della forza dell’amore che alla fine riesce sempre a sconfiggere il male. E l’odio che il piromane ha materializzato con un innesco ha solo rafforzato l’amore di un’intera comunità per quei colori che sul Monte Serra torneranno a brillare.
«Siamo in una delle zone più belle e caratteristiche - sottolinea Ghimenti -, ma siamo in mezzo ad uno scempio: fa tristezza, ma può essere il luogo della ripartenza. Fin da subito ho temuto che le proporzioni del rogo sarebbero potute diventare vaste - ricorda il primo cittadino -. Sapevo che un incendio scoppiato alle 22 nelle condizioni peggiori possibili, per secchezza e per l’allerta meteo per vento, sarebbe stato impossibile contenerlo senza l’ausilio dei mezzi aerei, che di sera non possono volare. In altre occasioni il vento ci ha aiutato, ma questa volta no». «Una devastazione», la definisce Ghimenti ringraziando «chi ha lavorato nella prima fase dell’emergenza, vigili del fuoco e volontari, che hanno compiuto un qualcosa di straordinario». Centinaia di uomini che insieme alla potenza dei mezzi aerei sono stati decisivi per spegnere il rogo ed impedire alla furia delle fiamme di estendere i danni provocati alla vegetazione anche alla vite umane. L’emergenza fuoco potrebbe però adesso lasciare spazio all’emergenza piogge. Con buona parte del territorio montuoso privo di vegetazione, il pericolo diventano adesso gli smottamenti.
«Tra la fase 1 dell’emergenza (quella dell’incendio, ndr) e la fase 2 (rischio idraulico ed idrogeologico) non è trascorso nemmeno un secondo - spiega il primo cittadino -. Sono già stati fatti sopralluoghi in tutti i fossi e canali dove occorrerà intervenire per la regimazione idraulica e per fare in modo che la velocità con cui l’acqua arriverà, a differenza di prima, non faccia danni. Sono in corso anche i sopralluoghi in tutti gli immobili danneggiati e stiamo facendo un piano di azione che richiederà l’invio da parte della Regione di risorse economiche e forza lavoro per concretizzare gli interventi di salvaguardia della popolazione: regimazione idraulica e realizzazione di graticciate a protezione dell’abitato e delle strade, oltre all’abbattimento e alla rimozione delle piante distrutte che potrebbero diventare pericolose. Adesso c’è solo voglia di rimboccarsi le maniche e di ripartire, tutti uniti, e lo possiamo fare da questo luogo simbolico - conclude Ghimenti indicando quella panchina che ha resistito anche al fuoco -. Calci ripartirà anche questa volta». —
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