Sicurezza
Messa in sicurezza e bonifica dalla Regione 1,5 milioni
L’assessore Remaschi: lunedì l’approvazione, poi chiederemo al governo lo stato di emergenza e quello di calamità. I Comuni prestino a Calci i loro operai forestali
PISA
«Stiamo organizzando gli interventi che riguardano le prime opere di salvaguardia e messa in sicurezza di tutta l’area percorsa da fuoco. Lunedì porteremo in giunta la delibera per iniziare nella maniera più rapida possibile i lavori. Stanzieremo una cifra intorno al milione e mezzo di euro. Non sarà sufficiente, ma con questa cominciamo. E senza perdere tempo», dice Marco Remaschi, assessore regionale all’agricoltura, sviluppo rurale e foreste appena uscito da un’altra riunione sul post-disastro del Monte Serra.
Il piano di intervento, spiega l’assessore, riguarda tutto il versante bruciato. Bonifica e messa in sicurezza le priorità. «Per legge sono operazioni che possono essere effettuate solo da operai forestali, non da ditte esterne. Non possiamo pensare - aggiunge Remaschi - che possano fare tutto i cinque operai forestali in carico al Comune di Calci. Faremo lunedì in mattinata un incontro con le Unioni comunali più vicine per chiedere un contributo in termini di personale per questi lavori. Poi con i Consorzi di bonifica avvieremo anche i lavori a valle di pulitura dei fossi, visto che andiamo incontro ad una stagione dove inizierà a piovere. Grazie alla collaborazione di tutti abbiamo fatto ad oggi un grande lavoro, se si pensa che il fuoco è stato spento solo giovedì. Credo sia un bel segnale, quello che i cittadini si aspettano».
L’assessore regionale annuncia che ieri sulla piattaforma Artea è stato aperto un sito dove si possono caricare tutte le domande da parte delle aziende agricole che hanno subìto danni. «In questo modo anche noi potremo avere un’indicazione dell’entità. Dopodiché ci attiveremo nei prossimi giorni, dopo una serie di sopralluoghi in corso, per fare richiesta al governo nazionale sia dello stato di emergenza che dello stato di calamità. Il primo attraverso la Protezione civile, il secondo con il ministero dell’Agricoltura. Chiederemo massima collaborazione a Roma. Mi sembra che da parte del ministro e del sottosegretario ci sia questo impegno, ma noi lo vogliamo esplicitare nella maniera più puntuale e dettagliata possibile».
Dopo questa fase, legata all’emergenza, ci saranno piani straordinari di recupero? «Una volta che ci sarà stato il riconoscimento dello stato di calamità e di emergenza potremo attivare altri canali: la misura 8.4 del piano di sviluppo rurale per la riforestazione della zona e la misura 5.2 che riguarda le calamità naturali».
In prospettiva, da più parti viene chiesto il ripristino di una Comunità montana del Monte Pisano o di strutture simili. «Teniamo conto - dice Remaschi - che nella stragrande maggioranza si parla di aree private. Le Comunità montana e le Unioni di comuni gestiscono il demanio regionale. Il 90% degli oltre un milione e 100mila ettari di aree boscate in Toscana sono superfici private e per motivi diversi non vengono più manutenute. Andando indietro negli anni c’era un’economia, le famiglie ci vivevano, il bosco era utile per raccogliere frutti e funghi, c’era una gestione del bosco in generale. Da quando questo tipo di economia non c’è più, c’è stato un graduale abbandono, una mancata manutenzione, più materiale a terra e questo crea le condizioni per eventi di questa natura. Peraltro da più parti si dice si tratti di un incendio di origine dolosa, studiato purtroppo molto bene. Magari si possa escludere la possibilità che si ripetano fatti del genere, oltre alla statistica mondiale sul verificarsi di eventi sempre più gravi anche per colpa dei cambiamenti climatici».
E sul fronte delle misure di prevenzione? «Noi metteremo in piedi delle misure nel programma di sviluppo rurale. In Toscana abbiamo già speso 40 milioni di euro ed altri ne spenderemo per fare opere di prevenzione. Ma il bosco in Toscana è oltre il 50% della superficie totale. Si capisce che se non c’è una collaborazione non solo istituzionale, ma anche dei privati, la gestione non può essere facile». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
