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Inferno Monte Serra

Il Monte Serra scala la classifica dei Luoghi del Cuore

Valentina Landucci
Il Monte Serra scala la classifica dei Luoghi del Cuore

Da giovedì la montagna ferita partecipa alla campagna del Fai ed è subito boom di adesioni per farla rinascere

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PISA. Sarà per i ricordi delle escursioni lungo i sentieri, le gite in cerca di funghi e castagne. Sarà perché è lì che è sempre stato e sempre sarà: nell’orizzonte dei pisani e dei lucchesi. Di motivi per sentirsi legati al Monte Serra, il “Monte Pisano”, ce ne sono. Dei più disparati. E questi legami ora contano più che mai: sono corde tese tra la montagna ferita, snudata dal fuoco, e il cuore di chi la vive o semplicemente la sente vicina. Contano soprattutto per il sostegno che in misura diversa da più parti sta arrivando allo scopo di porre le basi per la rinascita della montagna. E in questo ambito rientra l’eccezionale successo della campagna “I luoghi del cuore” del Fai (Fondo ambientale italiano) partita poco dopo le 17 di giovedì e nel giro di appena 24 ore arrivata a contare quasi 2.800 adesioni on line consentendo al Monte Pisano di arrivare dall’ultima posizione in classifica (infondo agli oltre 3.000 luoghi de cuore della campagna del Fai) alla ventiseiesima (ma la corsa verso le primissime posizioni è continuata fino al ventesimo posto nella serata di venerdì 28).

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A lanciare la proposta di iscrivere il Monte Serra martoriato dalle fiamme alla campagna è stata l’associazione Amici della Certosa di Calci che tramite Fabiola Franchi, ha inoltrato la richiesta al Fai e ha avviato soprattutto sui social ma non solo la raccolta delle adesioni. «Sono commossa» il suo commento a fronte della “scalata” di clic che il Monte Pisano ha fatto registrare. «Al Fai non piace tantissimo che in un unico territorio ci siano più luoghi che partecipano alla campagna, come appunto nel caso della provincia di Pisa - spiega Franchi -. Ho comunque avanzato la proposta relativa al Monte Pisano e dal Fai mi hanno ha detto che se qualcuno si sentiva di iniziare la campagna perché “glielo diceva il cuore” potevamo partire».

La risposta è stata eccezionale. «Pensate che la Certosa di Calci, per la quale abbiamo ottenuto un finanziamento Fai da 50.000 euro con il quale abbiamo restaurato il Chiostro del Capitolo – spiega ancora Franchi – abbiamo raggiunto 5.000 voti online in 6 mesi. In questo caso sono bastate poche ore per andare oltre le 2.700 adesioni. Evidentemente quello che è accaduto ha toccato molti».

La possibilità di assicurare risorse al Monte Pisano ci sarà nel caso in cui questo “luogo del cuore” arrivi tra i primi tre nella classifica nazionale. Ma il valore della campagna non è “solo” economico. È una occasione di dare voce a un territorio ferito, metterlo sotto i riflettori grazie all’azione e alla costante attenzione del Fai. E in questo modo ”smuovere” coscienze e in qualche caso portafogli per sostenere la rinascita del Monte Serra.
 

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