Italia
Il decano dell'antincendio boschivo: "Rischiamo la vita per 350 euro l'anno"
Adolfo Cappelli da 40 anni è fra i responsabili dell’Antincendio boschivo del Monte Serra: "Lo facciamo solo per amore della nostra terra"
PISA. «Sapete quanto ci pagano a noi dell’Antincendio boschivo? Trecentocinquanta euro l’anno per la reperibilità. Sono i soldi che danno a noi direttori delle operazioni del Monte Pisano. La Regione stanzia 3.500 euro l’anno per tutto il nostro gruppo. Siamo in dieci, fatevi i conti». Adolfo Cappelli è a capo del Servizio demaniale regionale del Comune di Calci, ma da 40 anni (iniziò nel lontano 1978, è il più esperto) è fra i responsabili dell’Antincendio boschivo del Monte Serra. «Ho iniziato spegnendo gli incendi, finisco facendo la stessa cosa. Non mi vogliono mandare in pensione – scherza – perché non c’è nessuno che vuole fare questo lavoro. Ci credo: con quello che ci danno... Lo facciamo solo per amore della nostra terra, anche perché la responsabilità che abbiamo è enorme. Se qualcuno si fa male o se cade un aereo, in Tribunale chi pensate che vada? Ovviamente anche io».
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Cappelli, venerdì 28, ha effettuato più volte la ricognizione delle aree a rischio di ripresa focolai, partendo dal campo base di Calci, in via del Paduletto. «Una volta – ricorda il direttore delle operazioni – in un rogo ero steso a terra a bagnare un collega che spegneva un incendio. Avevamo il fuoco sopra, poi siamo sopravvissuti. Sempre sul Serra: sarà stato il 1985. L’incendio peggiore per me è stato quello del 2009, il più violento questo qui. Non avevo mai visto il vento ghiaccio alimentare e allo stesso tempo fermare il fuoco. Sapete perché le fiamme si sono fermate? Anche perché avevano bruciato tutto».
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