Il Tirreno

Pisa

Caccia al piromane, vertice in Procura

PIETRO BARGHIGIANI
Caccia al piromane, vertice in Procura

Il confronto tra investigatori e magistrati sugli sviluppi dell’inchiesta. E in serata le fiamme riprendono a Caprona e Noce

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PISA

Indagini blindate nella caccia al piromane che lunedì sera ha provocato una devastazione boschiva con danni milionari a case, agricoltura e ambiente.

Ieri mattina nell’ufficio del procuratore capo Alessandro Crini, con il sostituto Flavia Alemi titolare dell’inchiesta, è stato fatto il punto con i responsabili operativi di carabinieri forestali e nucleo investigativo dell’Arma.

Un briefing per valutare ipotesi di approfondimento sui sospettati e aggiornare i magistrati sugli sviluppi dei riscontri telefonici e a livello di filmati sulle auto viste salire sul Serra nelle ore precedenti il focolaio nei pressi del ristorante “Le Porte”. Il silenzio imposto è dettato dalla delicatezza di questa fase iniziale di accertamenti che spaziano ad ampio raggio.

Da chi ha precedenti specifici a chi per patologie ha inciampato in episodi che poi non sono diventati un processo. Ma anche chi potrebbe avere utilità nel recupero delle aree bruciate.

Un lavoro di squadra che il pool istituito dal procuratore capo sta portando avanti senza sosta e in silenzio da martedì mattina.

In parallelo è stato attivato un monitoraggio sul territorio segnato dalle fiamme. Attività quanto mai necessaria come dimostrano le riprese delle fiamme a Caprona e Noce nella tarda serata di ieri: episodi contenuti sui quali sono prontamente intervenuti vigili del fuoco e personale dell’anticendio. Da ieri sono operative venti squadre dell'organizzazione regionale antincendi boschivi sono state rischiate nei punti cruciali su 20 chilometri di diametro nell’area dei Monti Pisani. I 1400 ettari bruciati e le 700 persone fatte evacuare dalle loro case sono numeri che danno il senso dell’emergenza. E c’è il dramma privato di chi ha perso pure la casa.

Alcuni volontari osservatori, piazzati su punti panoramici, sono pronti a segnalare ogni possibile eventuale nuova fumata perché si possa intervenire in modo tempestivo.

«Questa la situazione nei territori dei comuni del pisano, teatro di quello che è stato definito un vero e proprio disastro ambientale, in attesa di poter procedere alla bonifica dell'area ad opera degli operai forestali e del volontariato antincendi boschivi.

«Massima rimane l'attenzione non solo sui Monti Pisani ma su tutta la regione a causa delle condizioni atmosferiche attuali, che sono caratterizzate da assenza di umidità, e a maggior ragione a causa delle previsioni meteo che per domani annunciano un nuovo rinforzo dei venti» spiega la Regione che ha prorogato fino al 10 ottobre il divieto di accensione di fuochi. —

PIETRO BARGHIGIANI

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