Gioco
Monte Serra: volontari-eroi salvano nonna Bianchina, novantenne disabile in carrozzina
La donna è stata strappata dall'incendio grazie a un Land Rover Defender della Misericordia di Calci. Ha dormito in palestra fra gli sfollati
CALCI. L’hanno salvata nel pieno della notte, caricandola su un Land Rover Defender che poteva sfrecciare anche senza fari. La strada, infatti, anche se strettissima, era illuminata a giorno dai bagliori del fuoco. Con il cielo nero, tinto di rosso. Bianchina Baldisseri - 89 anni e da qualche tempo costretta su una carrozzina - è stata strappata alle fiamme dai volontari della Misericordia di Calci.
Gli eroi del paese, i portacolori dell’immenso esercito di soccorritori intervenuti sul Monte Serra fin dai primi focolai, hanno battuto Montemagno casa dopo casa, prendendo in consegna pure la signora Baldisseri. La donna è originaria di Castelnuovo Garfagnana, in provincia di Lucca, e ha vissuto per anni a Pisa prima di trasferirsi dalla nuora sotto la chiesa della frazione del Monte Pisano. «Le fiamme erano vicinissime – conferma l’anziana – e scappare è stato molto difficile perché la strada era stretta e c’era molto traffico».
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Per questo, la parente, è stata mandata a valle con la sua auto. L’89enne ha dormito dentro la palestra della polisportiva Libertas, in via dei Nocetti, insieme ad altre 129 persone, tutte evacuate dalle proprie abitazioni. «Dormito? Mi sono sdraiata su una branda – dice – ma non ho mai chiuso gli occhi. Durante l’incendio, però, mi ero svegliata da sola». Con lei la nipote, Alice Salotti, che però vive da un’altra parte, in una delle frazioni di Calci non interessate dalle fiamme. «Ringrazio tutti, a partire dal sindaco e dal la giunta».
Il governatore della Misericordia di Calci, Stefano Gambini, è stato fra gli eroi della nottata. Con lui Maria Luisa Gallo e Adriano Lucchesi, quest’ultimo della Misericordia di Capannori. «In questi momenti siamo al centro dell’attenzione – dice – ma il nostro lavoro va fatto in silenzio. L’Italia intera si regge su noi volontari. Spesso non viene capito». Lucchesi, poche ore dopo la “tirata” del Monte Serra, dovrà prestare servizio a casa sua, in Lucchesia. «Non c’è sosta», conclude.
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A vegliare sugli sfollati anche i medici del 118 Alessandro Cecconi (che arriverà qualche ora dopo) e Antonio Colombini, intervallati da un collega sempre dell’Asl Toscana Nord Ovest. Colombini aveva con sé un rilevatore di monossido di carbonio. «Nessuna emergenza – dice a un certo punto – fateli entrare tutti», riferendosi alla popolazione evacuata. A registrare le “presenze” il volontario della Pubblica assistenza di Pisa, Maurizio Roselli. «La Misericordia di Pisa ci ha fornito le brande – spiega – mentre la polisportiva i materassini». Roselli, durante il Ferragosto di un anno fa, aveva già operato fra le fiamme. «Ero sul monte Prana, sulle Apuane – ricorda – e io e un collega dovevamo stare sul crinale per segnalare al Canadair di abbassarsi sulla vallata e sganciare l’acqua».
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