Il Tirreno

Pisa

Un territorio abbandonato da chi dovrebbe proteggerlo

Eccoci arrivati ad assistere impotenti ad un attacco efferato all’ambiente. Anche se ora è il momento dell’emergenza e non quello delle critiche non possiamo stare zitti nel denunciare che queste...

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Eccoci arrivati ad assistere impotenti ad un attacco efferato all’ambiente. Anche se ora è il momento dell’emergenza e non quello delle critiche non possiamo stare zitti nel denunciare che queste cose sono imputabili sia alla mano scellerata di alcuni “criminali”, ma anche alla gestione del territorio che da qualche anno mette in atto politiche gestionali assurde.

Con precisione dobbiamo asserire, praticando il Monte Pisan, che chi è addetto (forestazione, ambiente) ha dimenticato o trascurato il nostro patrimonio boschivo; dove sono gli operai forestali? Perché ridotti ai minimi termini. Quali o quante sono le risorse economiche impiegate per la prevenzione?

Nello specifico notiamo che da tempo non vengono più effettuate le linee frangifuoco/cesse e quelle già esistenti non vengono più manutenute, se non da gruppi di volontari che amano l’ambiente formati principalmente da soci delle associazioni venatorie e volontari vari. Le piste forestali non sono all’attualità più agibili come non lo sono i laghetti di pescaggio per gli elicotteri.

Notiamo anche, causa leggi ingiustificate, che sono state disgregate e annullate le forze di polizia atte al controllo del patrimonio boschivo (Forestale, polizie provinciali) con le quali agivano in collaborazione o sotto il coordinamento numerose guardie volontarie (delle associazioni venatorie) nonché della Regione che erano occhi vigili e attenti sul territorio.

Quindi chiediamo alla Regione che si attivi con urgenza a ristabilire quanto mancante (controlli, operai forestali, finanziamenti per opere di prevenzione) al fine non di eliminare, purtroppo, ma di contenere al massimo detti eventi criminali. Aggiungiamo che l’unico provvedimento adottato con urgenza è quello di chiudere la caccia sul Monte Pisano e zone limitrofe. È forse questo il vero problema? Signori che state sulle poltrone di Firenze, che vi siete accentrati tutti i poteri, sapete di cosa state parlando? Esiste già la legge che vieta la caccia nelle aree percorse dal fuoco (per 5 anni); cosa sono le aree limitrofe (non previste per legge) non avete conoscenza della struttura territoriale in quanto notereste che intorno al Monte Pisano (viste le aree industriali, aree urbane, zone di divieto di caccia esistono già zone di protezione e riparo per gli animali selvatici.

È il momento, penso, che facciate un “mea culpa” di ricominciare a ricostruire ciò che è stato distrutto o eliminato, riconsegnare le deleghe agli enti territoriali (Province) fornendo finanziamenti adeguati alla gestione del patrimonio boschivo e del territorio per prevenzione e controllo. La Libera caccia pisana si costituirà quale parte lesa contro quei criminali che hanno distrutto il nostro patrimonio e sta valutando con il proprio legale se ci sono anche responsabilità per trascuratezza e abbandono dei nostri bellissimi monti pisani. —

* Presidente libera caccia provinciale

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