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Monte Serra, svegliati dagli spari dopo l’incubo delle fiamme: "Stop alla caccia"
La Regione mette mano ad un ampliamento dell’area di divieto dell’attività venatoria. Ma resta la polemica
PISA. Due notti insonni per il fuoco. E poi gli spari. Quelli dei cacciatori. E tra gli abitanti del Lungomonte c’è chi ha perso la pazienza. «Vi immaginate come si sentiamo? Dopo il fuoco, con la gente che ha perso la casa e i terreni! E stamani (ieri, ndr) ci hanno svegliato i colpi di fucile...» è lo sfogo di due donne, due cittadine che vivono nelle frazioni tra Vicopisano e Calci, rivolto all’assessore regionale alla caccia, Marco Remaschi a Pisa per illustrare, proprio ai cacciatori, le misure adottate in somma urgenza dalla giunta fiorentina per l’attività venatoria a seguito del devastante incendio sul Monte Serra.
Nella piccola sala della Provincia, in via Nenni, che ospita la conferenza stampa c’è un po’ di tensione. Da una parte i cittadini che in questo momento d’emergenza di caccia non vogliono sentir parlare. Dall’altra i rappresentanti dei due Atc pisani e delle associazioni venatorie che sottolineano le difficoltà che la categoria incontrerà proprio a seguito del rogo e delle limitazioni alla caccia decise dalla Regione.[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.17299567:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2018/09/29/news/il-monte-scala-la-classifica-dei-luoghi-del-cuore-1.17299567]]
Da Firenze, infatti, è arrivato un provvedimento ad hoc per escludere dalle zone di caccia una porzione importante di terreni intorno all’area devastata dalla fiamme. Circa 800 ettari tutto intorno al confine della zona andata in fumo, pari a 1388 ettari. «Nelle aree percorse dal fuoco - spiega Remaschi - come noto è già vietata la caccia in base alla normativa regionale che prevede lo stop all’attività venatoria per 5 anni. Come Regione, a fronte dell’enorme danno ambientale subito, abbiamo ritenuto necessario ampliare ad alcune zone contigue, pari a circa 800 ettari, il divieto per tutti i tipi di caccia fatta eccezione per quella agli ungulati che invece non sarà vietata e che comunque prenderà il via il prossimo 1 novembre. C’è quindi il tempo di riorganizzare le squadre e i percorsi per la caccia al cinghiale e mi auguro che si questo ci sia collaborazione tra le associazioni e gli Atc, non escludendo in questo confronto anche gli Ambiti territoriali di caccia del versante lucchese».
A sottolineare le difficoltà, per l’organizzazione dei cacciatori, a fronte - a questo punto - dei circa 2.200 ettari interdetti alle doppiette pisane è stato ieri il presidente di Federcaccia Marco Salvadori che ha comunque sottolineato l’inevitabilità del provvedimento «sul quale - ha specificato - non possiamo che essere d’accordo. È evidente però che per quanto riguarda la caccia al cinghiale parliamo di diverse squadre e centinaia di persone coinvolte ». Punto di vista quanto mai lontano da quello dei residenti in sala. «Di fronte a quello che è successo - chiosa Paola Zintu, residente a Vicopisano - non crediamo che la caccia, che è una concessione e non un diritto, sia la priorità».[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17299527:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2018/09/29/news/monte-serra-sulle-braci-del-paradiso-perduto-era-bellissimo-non-c-e-piu-nulla-1.17299527]]
A placare gli animi ci prova Remaschi sottolineando come la Regione si sia immediatamente attivata per stanziare risorse per emergenza e si sia mossa per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità nazionale senza dimenticare i pericoli che ora corrono gli abitanti del Serra: quelli legati al cedimento dei versanti denudati dalle fiamme. A questi aspetti si aggiunge anche la questione della caccia rispetto alla quale «era necessario prendere delle decisioni» precisa l’assessore. Incalzato però dai cittadini: «Dopo gli spari ci sono state proteste e abbiamo chiamato anche i carabinieri che non avevano le forze per intervenire - raccontano - va bene il provvedimento ma chi controllerà?». «La delibera di giunta è di ieri sera (mercoledì, ndr) - conclude l’assessore - intanto la facciamo conoscere e informeremo adeguatamente tutti anche con la collaborazione degli Atc e delle associazioni venatorie». —
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