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Inferno Monte Serra

Inferno del Monte Serra, anche il turismo è in ginocchio: allarme fra trattorie e strutture ricettive

Daniele Benvenuti
Una parte di bosco distrutto dalle fiamme sul Monte Serra
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Una parte di bosco distrutto dalle fiamme sul Monte Serra

Degli Innocenti: "Subito una cartellonistica che indichi la strada alternativa, quella che sale da Buti e dal Compitese" 

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PISA. Un ambiente distrutto, un paesaggio devastato, una economia in ginocchio, specie quella legata al turismo naturalistico. Queste le ferite aperte che lascia il terribile incendio che nel giro di tre giorni ha cancellato larga parte dei Monti Pisani senza risparmiare alberi, coltivazioni e purtroppo anche abitazioni. Un danno diretto per coloro che hanno visto bruciare le proprie proprietà, un danno in prospettiva se si considera le ricadute per il turismo della valle.

Un turismo che negli ultimi anni aveva avuto una costante crescita di presenze proprio grazie al connubio tra ambiente, enogastronomia e cultura. Adesso i crinali ricoperti dagli ulivi sono una triste macchia nera. Ci vorranno tanti anni per cancellare questa offesa e ripristinare la bellezza di un tempo. Ma le attività economiche della Valgraziosa non possono aspettare e già pensano a rimboccarsi le maniche. «Il fuoco è arrivato a quaranta-cinquanta metri dal nostro locale – dice Paolo Degli Innocenti, titolare del ristorante “I Cristalli” sul Monte Serra – quindi possiamo ritenerci fortunati per aver scampato il pericolo più grande. Ma adesso bisogna pensare al presente che non si prospetta roseo. Dicono che la strada per il Serra da Calci dovrà essere chiusa per le operazioni di bonifica e questo ci creerà non pochi problemi. Ci attiveremo comunicando ai nostri clienti i percorsi alternativi (da Buti e dal Compitese) e magari mettendo un cartello nel centro di Calci».

Degli Innocenti ha un pensiero per coloro che hanno perso tutto: «Noi possiamo raccontare di uno scampato pericolo – conclude –. Siamo vicini a chi ha visto bruciare la propria casa perdendo tutto. Adesso pensiamo ad andare avanti considerando che queste settimane per noi erano di grande lavoro con i funghi e le castagne. Ma andiamo avanti lo stesso».

L’incendio è rimasto a distanza di sicurezza dal ristorante “Le Porte”, come spiega la titolare Carla Fondelli: «Per fortuna non abbiamo avuto conseguenze anche grazie al pronto intervento di vigili del fuoco e Protezione civile. Adesso bisogna ripartire immediatamente con la bonifica pur nella tristezza che il nostro panorama è cambiato in maniera forse irreversibile, almeno nel breve tempo. I nostri clienti ci hanno chiamato per esprimerci sostegno e questo ci riempie di soddisfazione».

Montemagno era chiamato il “paese degli ulivi” e per questo una vera attrazione turistica, soprattutto per gli stranieri. Il fuoco in poche ore ha cancellato alberi secolari con una furia alla quale i testimoni stentavano a credere. «Siamo dei miracolati – dice Stefania Castaldo, titolare del negozio di alimentari nel centro del borgo – visto che il fuoco in pratica ci ha circondati. Un fuoco incontrollabile che si muoveva a zig-zag devastando tutto quello che incontrava. Ulivi inceneriti e pini che facevano da miccia».

Castaldo guarda al futuro: «Intanto c’è da pensare alla bonifica e ad arginare il pericolo delle piogge e di eventuali smottamenti. Poi, ridare un’immagine anche turistica ai nostri monti e aiutare quelle attività che adesso sono in ginocchio». Un’immagine turistica che Calci aveva costruito grazie anche ai suoi percorsi naturalistici e che non deve essere perduta. Cristiana Ruschi è la titolare dell’agriturismo “Al Palazzaccio” e la presidente del Centro commerciale naturale Valgraziosa; un principio di incendio anche nel suo podere frutto dei tizzoni portati dal vento. «Meno male avevamo la pompa dell’acqua e siamo riusciti subito a bloccare il fuoco – racconta –. Purtroppo lo scenario che vediamo dal nostro agriturismo è di devastazione. Siamo in una fase in cui è ancora difficile valutare i danni, ma sarà poi necessario capire come far ripartire l’economia turistica della valle».

Per Cristiana Ruschi il danno maggiore è proprio per le strutture ricettive. «Il commercio locale ha una sua base importante nella clientela residenziale – ci dice –, discorso diverso per chi vive di turismo. La Valgraziosa si era costruita anche un’importante immagine a livello naturalistico, ad esempio con i percorsi trekking del Cai adesso praticamente cancellati. Sarà decisiva una coordinata azione di promozione del territorio che coinvolga tutti per cercare di rialzarsi».

Rilancio anche nelle parole di Michele Tozzini, titolare del ristorante “Il Barrino” ed ex presidente del Ccn calcesano: «Il Comune ha convocato una riunione con le associazioni del territorio. L’ambiente è compromesso così come l’immagine ambientale della Valgraziosa. Ma ci sono spazi per rilanciare la nostro offerta turistica con l’impegno di tutti e facendo forza sulle nostre bellezze che il fuoco non può certo cancellare». 

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