Il Tirreno

Pisa

il progetto 

Stop a Origins Bridge, Comune e Università si tirano indietro

Francesco Loi
Stop a Origins Bridge, Comune e Università si tirano indietro

Si ferma l’iter per l’avveniristico ponte con laboratori sull’Arno alle Piagge Barone (Normale): costretti a sospendere tutto a tempo indeterminato 

2 MINUTI DI LETTURA





PISA

Il ponte che divide anziché unire. L’avveniristico Origins Bridge, pensato dalla Scuola Normale come ponte-laboratorio per l’innovazione sull’Arno (tra le Piagge e La Cella), finisce nel congelatore ancor prima di muovere i suoi primi veri passi. «Sospeso a tempo determinato». Ad annunciare lo strappo è il direttore della Normale, Vincenzo Barone. Che nell’ordine attacca, al tempo stesso, il Comune e l’Università. Una visione differente con il primo; mancato rispetto, l’accusa mossa alla seconda (che preferisce non replicare).

Un anno fa la Normale, («riconfermando una visione inclusiva delle proprie iniziative», sottolinea Barone), aveva coinvolto Scuola Sant’Anna, Università e Cnr nel progetto, già condiviso con il Comune nel secondo mandato Filippeschi. L’idea prevedeva la realizzazione dell’opera sull’Arno attraverso lo strumento della partnership pubblico-privata. Il costo, stimato in 20 milioni di euro, nelle intenzioni della Scuola sarebbe stato totalmente a carico di privati e sponsor.

Il bando pubblico per selezionare l’operatore economico cui affidare progettazione, costruzione e gestione di Origins Bridge doveva essere emanato poco prima delle elezioni dello scorso giugno. L’amministrazione in scadenza aveva deciso, per motivi di opportunità, di non deliberare lo stanziamento del contributo (3mila euro) necessario al funzionamento del gruppo di lavoro. Il cda dell’Università di Pisa ha deliberato di conseguenza, già il 29 giugno, di recedere dalla convenzione «venute meno le condizioni preliminari», tra le quali la partecipazione del Comune al progetto. «Ma tale decisione è stata trasmessa dall’Università alla Normale solo il 14 settembre», s’indigna Barone.

In più, in una riunione tenutasi venerdì scorso, il sindaco Michele Conti, incontrando il professor Andrea Ferrara della Normale, “anima” del progetto, gli ha comunicato formalmente la decisione del Comune di non partecipare al progetto. Un chiamarsi fuori definitivo. «Così - dice Barone - viene meno la condizione di base: l’adesione dell’ente che governa il territorio entro il quale l’opera deve sorgere». La delusione è evidente: «La decisione priva per il momento Pisa di un progetto tra i più innovativi a livello europeo, che avrebbe dato luogo ad un centro di ricerca di eccellenza e di attrazione per cittadini, turisti e visitatori. Non credo che per il Comune sia stata questione di 3mila euro, che avremmo messo noi tranquillamente, quanto una scelta politica». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa