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Inferno Monte Serra

Monte Serra, il dramma di Francesco: ha perso due volte la stessa casa - Video

Stefano Taglione
Lorenza Pratali, Francesco Bellinvia e due dei loro figli
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Lorenza Pratali, Francesco Bellinvia e due dei loro figli

Calci: nel 2002 l’abitazione del fisioterapista fu distrutta da una terribile esplosione: «Mio figlio porta ancora i segni». Ora il fuoco l’ha cancellata: «Mai più lassù»

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CALCI. Il suo nemico è il fuoco. Si è accanito contro di lui per ben due volte. In appena 16 anni, distruggendo tutto. La prima volta il 10 novembre del 2002, la seconda fra lunedì 24 e martedì 25 settembre. Colpa di quelle maledette fiamme, sempre loro a rovinare i sogni di una vita, devastando una casa che non esiste di più e su cui purtroppo pende il residuo di un mutuo da 200mila euro.

Francesco Bellinvia, la compagna Lorenza Pratali (cardiologa all’Istituto di fisiologia clinica del Cnr) e i tre figli, due gemelli di 17 e l’altro di 16 anni, ora dormono a Pisa, a casa di un amico che per il momento vive all’estero. La loro abitazione calcesana dei Ronchi, dove vivevano da 17 anni, non c’è più. È stata cancellata dal piromane che ha appiccato il terribile incendio sui Monti Pisani.

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Ma i Bellinvia non hanno mai mollato: si sono sempre rialzati. E lo faranno anche stavolta. Come 16 anni fa, quando una fuga di gas ha fatto esplodere la loro casa. La stessa inghiottita dal rogo, appena acquistata e ristrutturata. Rimasero feriti il figlio primogenito – «gli manca una parte del cuoio capelluto e ha una cicatrice», dice il babbo – e la nonna, Rosalba Marchetti. L’immobile fu seriamente danneggiato: senza tetto e con le pareti pericolanti, fu dichiarato inagibile. E solo dopo mesi rimesso in sesto, fino a lunedì notte.

A distanza di 16 anni, purtroppo, l’incubo è tornato a riaffiorare. Con un destino ancora più tremendo di quell’esplosione che segnò la vita di un’intera famiglia. Un destino che si è concluso con la cancellazione del casolare. «Non so se tornerò a vivere lì, ora non ho voglia di parlarne – dice Bellinvia – anche perché è la seconda volta che perdiamo la casa. In questo momento penso solo ad andare avanti. Forse ci trasferiremo a Pisa, ma lo decideremo con la mia compagna, anche perché è lei la proprietaria».

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Il fisioterapista pisano – podista e collaboratore del centro di riabilitazione Fisiokinetic di viale delle Cascine, a Barbaricina – da due giorni è letteralmente travolto dai messaggi di affetto. Come la sua compagna, da poco presidente della Società italiana di medicina di montagna e membro della Commissione medica centrale del Cai, il Club alpino italiano. La coppia, stimata e benvoluta da tutti, ha una marea di amici, conoscenti e non pronti a fare la loro parte. «Sono commosso – racconta – e ringrazio tutti. Purtroppo non avrei mai pensato di perdere la casa e insieme a due dei miei figli, con il terzo che invece dormiva da mia suocera, ci siamo allontanati pensando di ritornare la mattina successiva. Addosso avevo solo una maglietta e un paio di pantaloncini. Ma quando sono tornato la casa non c’era più. Non era rimasto nulla, tutto bruciato».

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In questi giorni la coppia ha avviato le pratiche per cercare di sospendere il mutuo e spuntare un rimborso da parte dell’assicurazione, per danni da calamità naturale. «Abbiamo fatto un sopralluogo con i vigili del fuoco, che hanno redatto una relazione tecnica – conclude Bellinvia –. La consegneremo sia alla banca che all’assicurazione, sperando che possa servire a darci un po’ di pace, almeno dal punto di vista economico. Speriamo di poter raggiungere almeno questo obiettivo».

COME AIUTARE LA FAMIGLIA PISANA

Due raccolte fondi per aiutare la famiglia Bellinvia per gli acquisti più urgenti. Le stanno organizzando alcuni amici della coppia pisana che viveva ai Ronchi, sopra Montemagno, e che è rimasta senza abitazione dopo il terribile incendio che sta devastando i Monti Pisani. «Possiamo versare il contributo sul conto corrente intestato a “Gli amici per Lorenza e Francesco” – si legge in un messaggio diffuso su Facebook – con Iban IT44J0846114000000010961951». Parallelamente, sempre attraverso il popolare social network, è stata avviata una raccolta fondi dal titolo “Famiglia Bellinvia / Bellinvia’s family”, che alle 19 di ieri aveva già superato i 650 euro. Il tam tam è partito, con molte persone che si sono già mobilitate. Perché il fisioterapista, la cardiologa e i tre figli non rimangano soli.

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