Il Tirreno

Pisa

OMICIDIO ALLA GAMERRA

Gli indagati tornano sul luogo dove fu trovato il corpo di Scieri

Pietro Barghigiani
Il corpo di Scieri sotto la torre di asciugatura e la ferita sul piede sinistro
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Il corpo di Scieri sotto la torre di asciugatura e la ferita sul piede sinistro

All’ispezione disposta dalla Procura erano presenti anche Antico e Zabara. Visitate le camerate di Lele e degli ex caporali e l’area della torre di asciugatura

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PISA. Una sola ispezione non è bastata. Verrà convocato un altro sopralluogo dentro la caserma Gamerra in cui saranno di nuovo presenti magistrati e difensori dei tre indagati con l’accusa di omicidio volontario in concorso per la morte di Emanuele Scieri, parà siracusano di 26 anni. Il corpo e i luoghi. La dinamica della caduta e gli spazi. Mercoledì (come anticipato dal Tirreno nel'edizione lunedì 24 settembre) dalle 10,30 all’una passata gli ambienti vissuti per poche ore da Scieri sono stati visitati da un gruppo eterogeneo composto dal procuratore capo Alessandro Crini, il sostituto Sisto Restuccia con gli avvocati Andrea Di Giuliomaria e Mariateresa Schettini per Luigi Zabara (presente), i legali Tiziana Mannocci e Marco Meoli per Alessandro Panella (ai domiciliari dal primo agosto, non presente) e l’avvocato Massimo Cerbari con il suo cliente, Andrea Antico. La difesa di Zabara è entrata alla Gamerra con un consulente, un geometra che ha preso alcune misure nell’area della torre di asciugatura, dove fu trovato nel primo pomeriggio del 16 agosto 1999 il corpo di Lele. Nella caserma sono entrati anche i poliziotti dell’anticrimine e della squadra mobile di Firenze con la scientifica a fare riprese video e scattare foto. Le oltre tre ore di visita non hanno esaurito la finalità dell’ispezione che rientra negli atti di indagine della Procura.

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Il dottor Restuccia ha comunicato di voler fissare una seconda data per un nuovo sopralluogo. Guidato dai responsabili della Gamerra, il gruppo è entrato nella camerata che avrebbe ospitato Scieri se fosse rientrato per dormire la sera del 13 agosto. Invece, dopo aver sistemato il materiale preso dal casermaggio, Scieri salutò alle 22,15 il commilitone Stefano Viberti dicendogli che doveva fare una telefonata. Lo ritrovarono alle due di pomeriggio circa del 16 agosto ai piedi della torre di asciugatura. La “delegazione” ha visitato anche la camerata dove dormivano i tre indagati Panella, Zabara e Antico. Si trova in un’altra palazzina rispetto a quello di Scieri. La sosta più lunga è stata quella alla torre. Chiusa con un lucchetto alla base, intorno c’è ancora una sorta di discarica. A distanza di 19 anni non sembra cambiato granché l’ambiente in cui fu trovato, nascosto sotto un tavolo, il corpo del parà. Accusa e difesa hanno potuto prendere visione della scena finora immaginata solo leggendo le carte. Zabara e Antico sono gli unici ad averla vissuta da militari. E per l’accusa erano lì, con Panella, la sera del 13 agosto a fare i “nonni” contro Emanuele provocandone la morte un’agonia di alcune ore. Agli atti della commissione parlamentare d’inchiesta c’è la consulenza cinematica dell’ingegnere Grazia La Cava e del dottor Federico Boffi. Secondo i professionisti quando fu rinvenuto il 16 agosto 1999 il corpo di Scieri «una delle scarpe fu ritrovata a terra, ad una tale distanza dalla scala che non risulta possibile che Scieri l’abbia potuta perdere durante l’arrampicata; pertanto la scarpa sinistra fu lasciata sul selciato prima che Scieri si arrampicasse, scalzo da un piede, sulla scala esterna della torretta di asciugatura dei paracadute». —

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di Redazione web