Il Tirreno

Pisa

Inferno Monte Serra
la visita del ministro 

«Subito l’unità di crisi per aiutare gli agricoltori»

«Subito l’unità di crisi per aiutare gli agricoltori»

Centinaio a Pisa con il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani «Porteremo a Roma la richiesta dello stato d’emergenza nazionale»

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CALCI

«La situazione che ho trovato impressionante e preoccupante. Cosa possiamo fare? È già aperto un tavolo di crisi, contatteremo l’assessore regionale all’agricvoltura per capire se la Regione aveva previsto il ristoro dei danni per gli incendi. Gli ulivi sono considerati beni immobili. In caso contrario ci attiveremo noi, ma c’è la massima disponibilità e massima voglia di collaborare con la Regione», assicura il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio. Il leghista atterra a Pisa alle 18 e assicura: chiederà lo stato di emergenza nazionale anche al premier Giuseppe Conte. Ma la visita del ministro gialloverde diventa anche un caso politico. Antonio Mazzeo e Alessandra Nardini, consiglieri regionali dem pisani, lo accusano di aver usato un disastro come «una passerella politica o un'occasione, l'ennesima, per scattarsi un selfie da postare sui social». Insomma, di aver «strumentalizzato» una strage sfiorata. E soprattutto di uno sgarbo istituzionale nei confronti del governatore Enrico Rossi, per «non avergli comunicato il suo arrivo in Toscana» e invece essersi recato a Cascina, dalla sindaca leghista Susanna Ceccardi, sebbene Cascina sia stato il Comune meno toccato dal fuoco. In realtà Centinaio, prima di Cascina, visita Calci, i luoghi colpiti dall’incendio, Montemagno, osserva le fiamme che tornano a minacciare di nuovo le case proprio poco dopo il suo arrivo.

Con lui c’è anche Stefano Candiani, sottosegretario all’Interno. Che parla dell’impegno dei vigili del fuoco. Sul Monte Serra hanno lavorato pi di 300 uomini. «Lo sforzo profuso dai vigili del fuoco nell'incendio dei monti Pisani è il massimo che ci possa essere in queste condizioni. Questo è il dispiegamento di forze più efficace che si possa fare. Se uno mi chiede se si può fare di più, la risposta è no». Con lui c’è anche il capo dei vigili del fuoco Gioacchino Giomi.

Il sottosegretario Candiani poi annuncia che nel modulo dei soccorsi «domani mattina (oggi, ndr) si aggiunger un nuovo elicottero Ericson dal sud Italia», e aggiunge che «questo massimo dispiegamento di forze viene attuato anche tenendo conto che portare qui troppi uomini dei vigili del fuoco significa sguarnire il resto del Paese, e c’è un equilibrio molto delicato, il fronte molto ampio e gli uomini vanno sostituiti perché si stancano».

Candiani ricorda le difficoltà nello spegnere l’incendio dicendo che «qui il problema è stato capire da che parte tirava il vento, non semplicemente che ci fosse del vento»

Dunque, «c'è stato un cambiamento di fronte del vento che ha ribaltato le operazioni di spegnimento e questo stato un problema molto serio da affrontare». — M.N.

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