Sicurezza
Scuolabus per uso personale ex autista risarcirà il Comune
La Corte dei conti lo ha condannato a versare 3.500 euro per danno d’immagine Con il pulmino era andato a fare acquisti da Decathlon e in farmacia a Titignano
PISA
Un uso personale dello scuolabus in orario di servizio. Per due volte, quelle certificate, Giorgio Delia, 71 anni, di Pisa, si era messo al volante del mezzo comunale per recarsi in un centro commerciale e in una farmacia nel Cascinese.
Lo avevano scoperto e aveva ammesso ogni responsabilità. Ora la Corte dei conti lo ha condannato a risarcire il Comune di Pisa con il versamento di 3.500 euro come danno di immagine.
La frequenza dei giri fuori aveva indispettito alcuni cittadini che avevano pure fotografato il pulmino in sosta davanti a Decathlon nella zona commerciale di Navacchio.
Che nell'ottobre 2012 avesse usato il mezzo comunale in modo improprio lo ammise subito l'autista, ora in pensione, che per saldare il suo debito rinunciò a favore dell'ente a 50 ore di straordinario per un importo di 700 euro. Parentesi chiusa? No. Il procedimento ha fatto il suo corso davanti alla Corte dei conti.
Al 71enne, all'epoca in servizio al Comune di Pisa, veniva contestato «l'uso del veicolo comunale adibito a scuolabus per ragioni diverse da quelle di servizio segnatamente per essersi recato in una prima occasione in località Navacchio presso il negozio Decathlon e in una seconda occasione in località Titignano presso una farmacia per ritiro di farmaci ad uso personale».
Agli atti risulta acquisito «che Delia in (almeno) due date, durante l’ordinario orario di servizio, ha utilizzato l’automezzo, di cui aveva la disponibilità per ragioni di servizio, per motivi egoistici e personali».
Secondo la Procura l'autista «avrebbe fraudolentemente fatto apparire la propria presenza in servizio benché lo stesso fosse dedito ad occuparsi di vicende di interesse personale. La condotta in contestazione avrebbe gettato discredito e leso l'immagine del Comune di Pisa essendo tra l'altro stata oggetto di alcuni articoli di stampa volti a riferire la vicenda in questione».
L'uso privato del mezzo pubblico non è mai stato negato dall'ex dipendente comunale, ad eccezione del caso della sosta per andare in farmacia. L'uomo non solo ha sottolineato di aver rinunciato a 50 ore di straordinario come ristoro in favore di Palazzo Gambacorti, ma ha ricondotto in un perimetro più modesto il danno da quantificare nell'ordine del consumo di benzina eccedente la tratta ordinaria pari a 12 km complessivi. Niente da fare. Alla fine Delia ha offerto formalmente le proprie scuse per quanto accaduto.
Scrive la Corte dei conti: «Il dipendente ha ammesso fin da subito il proprio errore ed ha fornito piena collaborazione nel corso dell’indagine disciplinare». —
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