Il Tirreno

Pisa

Salta il consiglio comunale ma non la partita di calcio

ANTONIO SCUGLIA
Salta il consiglio comunale ma non la partita di calcio

I tifosi della Nord infuriati: «Pisa-Arezzo andava rinviata». Il club nerazzurro chiede di posticiparla (offrendosi di pagare le spese) ma gli avversari rifiutano

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Ma la partita di ieri andava giocata per forza? Se lo chiedono i tifosi del Pisa, e lo stesso club, che ha chiesto invano il rinvio. Il tutto mentre viene annunciato lo slittamento del Consiglio comunale di Pisa. Ecco la nota di Palazzo Gambacorti: «A causa dell'incendio che da ieri sera sta interessando il Monte Serra nel territorio del Comune di Calci, il presidente del consiglio comunale di Pisa, Alessandro Gennai, ha deciso, in accordo con i capigruppo consiliari sia di maggiorana che di minoranza, di rinviare, a data da destinarsi, la seduta del Consiglio Comunale di oggi pomeriggio. La decisione è stata presa anche per consentire così, a tutti gli Amministratori, di seguire costantemente l'evoluzione di questo gravissimo incendio«.

Ma torniamo ai tifosi: in questo ultimo mese, ricordano, hanno rinviato a più riprese l’inizio del campionato e annullato partite su partite, «Il tutto per beghe o interessi interni, senza mai interrogarsi sull’opportunità del tutto o sul rispetto dovuto a chi il calcio lo segue con sacrificio e passione, senza guadagnarci niente».

E poi... «All’improvviso giocare Pisa-Arezzo diventa irrinunciabile, nonostante l’allerta incendi ancora in vigore per via del vento, nonostante si respiri l’odore del fumo a chilometri di distanza, nonostante nell’immediato hinterland cittadino ci siano sfollati nelle palestre, ci siano persone cui è bruciata la casa o l’attività, e che hanno rischiato grosso. E magari tra questi ci sono persone con in tasca l’abbonamento o il biglietto per stasera».

Concludono i tifosi: «Ma secondo la Prefettura, e gli altri preposti a decidere, noi dovremmo vivere questa situazione recandoci allo Stadio come nulla fosse, bere un paio di birre, ballare e cantare, mentre a pochi chilometri se non centinaia di metri si consumano situazioni di emergenza, peraltro sotto i riflettori e gli occhi di tutta Italia».

Di qui la decisione di entrare in Curva solo per pochi minuti: «Urleremo tutto il nostro sdegno per questa incredibile decisione, - il loro annuncio. -Tifare facendo finta che niente sia accaduto non è da noi» .

Il Pisa nel primo pomeriggio ha ricevuto dalle autorità competenti l’indicazione di proseguire nella organizzazione della gara. In serata la nuova nota del club, che in base al regolamento «ha richiesto ufficialmente alla Lega e alla S.S. Arezzo» di posticipare la gara di un giorno «comunicando la disponibilità a farsi carico di tutti i costi aggiuntivi che il club avversario avrebbe dovuto sostenere».

«Avendo appreso del diniego dell’S.S. Arezzo a posticipare la gara tramite il Segretario Generale della Lega Pro», il Pisa «nel rispetto delle regole, onde evitare sanzioni disciplinari che comporterebbero il -1 in classifica oltre alla sconfitta a tavolino», ha deciso di scendere regolarmente in campo «con il pensiero e il cuore rivolto ai tifosi e alle famiglie che stanno vivendo ore di apprensione e difficoltà» annunciando che «si attiverà per porre in essere tutte le azioni necessarie per aiutare le famiglie in difficoltà». Andranno fra l’altro all’asta le maglie indossate ieri sera dai giocatori. —

ANTONIO SCUGLIA

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