Il Tirreno

Pisa

I drammatici momenti di chi ha dovuto lasciare le abitazioni minacciate trovando riparo nell’impianto della Libertas 

«In pochi attimi l’incendio ha avvolto tutto e siamo stati costretti a rifugiarci in palestra»

STEFANO TAGLIONE
«In pochi attimi l’incendio ha avvolto tutto e siamo stati costretti a rifugiarci in palestra»

le testimonianze«Erano proprio le 22.30. Stavo passeggiando con il mio cane al guinzaglio in via Franceschi, dove abito, quando all’improvviso ho visto un bagliore di fuoco. Ho chiamato subito il...

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le testimonianze

«Erano proprio le 22.30. Stavo passeggiando con il mio cane al guinzaglio in via Franceschi, dove abito, quando all’improvviso ho visto un bagliore di fuoco. Ho chiamato subito il numero verde del servizio antincendio e mi hanno risposto spiegando che avevano già ricevuto diverse segnalazione dai cittadini. Poi in un attimo le fiamme sono divampate dappertutto».

Il dramma di vedere la casa minacciata dal rogo lo racconta, per altro in tempo reale, Alessandro Mancini, residente a Calci sopra il campo sportivo, a due passi dal municipio. Come lui, a pochi metri dalle fiamme, ci sono tantissime persone. «Gli olivi stanno bruciando – urlano in coro – andiamo via. Qui non ci possiamo stare». Nelle vicinanze, i proprietari dei cavalli, portano via gli animali dai maneggi. «Ne ho quattro – spiega uno di loro – e uno ora lo sto portando in giardino». Altri verranno recuperati dai vigili del fuoco, mentre risultano in salvo anche diversi asini. «È passato il sindaco Massimiliano Ghimenti – continua Mancini – e ci ha detto di stare attentissimi. Qui non dovremmo correre il massimo del rischio, ma alcuni residenti hanno già deciso di andarsene». Ieri mattina, dopo le fiamme, la zona è lentamente tornata alla normalità.

Mano a mano che vengono evacuati gli abitanti, soprattutto nella zona di Montemagno, la palestra della Libertas di via dei Nocetti si va riempiendo. Una delle prime ad arrivare è Kira Miyuki, giapponese di 48 anni. «Io abito a Castelmaggiore – racconta – e sono uscita quando ho iniziato a sentire le sirene dei vigili del fuoco. Eravamo in due: ci hanno detto di uscire. Anche i vicini sono scappati. Vedevamo le fiamme avvicinarsi: non pensavo che il fronte del fuoco diventasse così grosso. Con questo vento è aumentato rapidamente. Sono riuscita a portare via solo alcune cose. Ci hanno comunque rassicurato dicendoci che la casa dovrebbe scampare alla distruzione».

Maurizio Bertolini abita a Montemagno ed è appena arrivato nella palestra. Come tutti gli altri, dormirà qui. «All’inizio il vento spingeva le fiamme verso Calci – spiega – poi è cambiato tutto. Il rogo ha scavallato nel nostro versante ed era un inferno. In dieci minuti è successo qualcosa di incredibile. Io e la mia famiglia siamo subito scesi prima dell’evacuazione. Le fiamme saranno state a 500 metri di distanza in linea d’aria. Ne sentivamo il caldo e il rumore. Abbiamo avvertito anche i vicini».

Franco Marconi, al risveglio dopo la nottata sulle brande, è insieme a sua mamma Elsa Franceschi. «Siamo stati evacuati alle tre – dice il figlio – e i vigili del fuoco ci hanno svegliato di soprassalto. La nostra casa ha retto, ma gli ulivi sono infuocati. Credo che qualcuno abbia agito appositamente sfruttando le condizioni meteo». «È un bastardo», aggiunge Franceschi. —

STEFANO TAGLIONE

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