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Emergenza senza fine Un’altra notte di fuoco fuori dalle proprie case

Sabrina Chiellini
Emergenza senza fine Un’altra notte di fuoco fuori dalle proprie case

Resta alta la preoccupazione sul versante della Lombardona dove l’incendio continua a divorare ettari di bosco e lambire le abitazioni

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CAPRONA

L’alba porta il fuoco quasi alle porte delle case nel centro storico di Caprona, nelle vecchie cave abbandonate e piene di rifiuti. Il rosso del fuoco avvolge la Torretta, tanto cara a Dante che la citò nell’Inferno. È proprio uno scenario apocalittico quello che sorprende la piccola frazione del comune di Vicopisano all’alba. Il fuoco è alla porta della Villa di Crespignano e i terreni della fattoria sono il larga parte “mangiati” dal rogo. Un risveglio di terrore con i cittadini che spaventati corrono per la strada. Le loro voci sono quelle di uomini e donne che conoscono la paura dei roghi che si avvicinano minacciosi dal monte. Tante volte sono fuggiti tra il fumo e le fiamme ma questa volta sentono che è qualcosa di diverso, di mai visto. Mentre lascia le case, con i vigili del fuoco e la protezione civile che chiede di spostare tutto, anche le auto, di mettere in sicurezza gli animali, la gente non ha nemmeno il coraggio di guardare verso l’alto, verso un monte che porta l’incubo della distruzione.

Ognuno fa del suo meglio per rispondere a chi, bussando casa per casa, li ha buttati giù dal letto per la loro sicurezza. «Ci hanno svegliato alle 5 – dice Paola Destri – il fuoco era quasi alla porta di casa, il nostro bosco è andato completamente distrutto. Abbiamo portato fuori dal loro recinto anche i nostri cavalli, i vigili del fuoco dicono che è rischioso lasciarli dove erano, il fuoco è lì dietro la casa», indica la donna, mentre tutto intorno il fumo diventa nebbia, l’odore delle pianti bruciate blocca il respiro, stringe alla gola. «In tanti anni non ho mai visto niente del genere».

In pochi minuti in via delle Cave non resta un’auto parcheggiata. Bar e negozi lungo la Vicarese sono sbarrati. Il fuoco è lì, a due passi dalle abitazioni: fa davvero paura. «L’incendio si è preso anche alcune vecchie auto e un mezzo per il trasporto dei cavalli – dice Adriano Bonanni, commerciante di auto – Ho un salone proprio qui vicino al centro storico “Adri Auto” – ma non era possibile mettere al sicuro queste vecchie vetture, andrò a denunciare i danni. Ora i problemi sono altri».

Corrono per la strada spaventati – quando sono le 8 – anche alcuni cittadini. «Chiama qualcuno – grida una donna – c’è il fuoco nella vecchia cava, bruciano pneumatici, non si respira, arriva alle case». Due squadre di vigili del fuoco tamponano la situazione, riportano la calma ma è chiaro a tutti che sarà una giornata molto difficile.

Il sindaco, Juri Taglioli, insieme al vicesindaco Matteo Ferrucci e all’assessore Andrea Taccola, prende parte in prima persona alle operazioni necessarie per chiedere ai cittadini di Noce e Cucigliana (dopo quelli di Caprona) di lasciare le loro case.

«Dobbiamo farlo per precauzione – dice – stiamo anche pensando di evacuare la casa di riposo a Cucigliana e di trasferire gli ospiti a Vicopisano».

Il fuoco non dà tregua: tutti per strada nei piccoli paesi sottomonte. Il sindaco firmerà le ordinanze di evacuazione delle case sul monte da Caprona a San Jacopo, delle case sottomonte nelle frazioni di Cucigliana e Lugnano (escluse la zona Pep) e Uliveto, oltre che della parte vecchia di Caprona. I carabinieri sono andati nelle zone più vicine all’incendio e a rischio, per eseguire l’ordinanza e avvertire le famiglie. Di notte poi, insieme a polizia e militari dell’esercito, sono stati impegnati nei servizi antincendio.

Ma è il versante della Lombardona che fa paura per tutto il giorno e la notte, quando il bagliore del fuoco illumina un vasto fronte e aleggia come uno spettro vicino alla Rocca del Brunelleschi. In questa vallata ci sono cinque o sei abitazioni minacciate dal fuoco che arriva anche a 40 metri quando avvolge grandi pini e alberi. «Per ora, a parte gli sfollati molti dei quali ospitati da amici e parenti, non abbiamo case distrutte del fuoco – dice Taglioli – ma non è ancora finita l’emergenza e le raffiche di vento, più forti nella notte, ci preoccupano». –

SABRINA CHIELLINI

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