Sicurezza
Tra assessorati azzerati e ripicche elettorali c’è tensione nella Lega
Gambini, escluso dal consiglio, accende la miccia su Facebook Punzo replica: per te abbiamo bloccato la macchina istituzionale
PISA
Del consiglio comunale non fa più parte. Ma le scorie restano. «Incompatibile», così nella seduta di inizio settembre l’assemblea di Palazzo Gambacorti ha espulso, compresi i voti del suo partito (la Lega), Gianluca Gambini. Decisiva, contro Gambini, la lite pendente con il Comune per una proprietà immobiliare a Tirrenia. Niente da fare nonostante fosse stato il candidato più votato e l’alfiere del Carroccio sul litorale, l’area che, numeri alla mano, ha dato una spinta decisiva all’affermazione di Michele Conti al ballottaggio.
Ma le tensioni rimangono intatte. E non serve molto per farle riaffiorare. Sufficiente un post sui Facebook di Gambini. «L’assessorato al litorale non si è fatto, chissà perché...», scrive rispondendo ad un amico e ricordando la carica per la quale era assai pronosticato dopo il successo elettorale: assessore al litorale. Poi la cancellazione della delega, l’ipotesi di fare il presidente del consiglio comunale, niente nemmeno quella dopo che è emersa la situazione di incompatibilità.
In difesa di Conti e della Lega arriva, inserendosi nella discussione social, la consigliera del Carroccio Maria Punzo: «Michele Conti nella riunione di partito a cui eri presente ti ha spiegato serenamente il perché». Serenamente forse non tanto, visto che la risposta della Punzo scatena il “duello”. «Francamente non c’è bisogno di praticanti avvocati difensori, occupati del tuo settore», replica subito Gambini.
La consigliera ribatte ancora: «Era solo per dovere di cronaca, porta rispetto al tuo sindaco». E poi: «Ti abbiamo sostenuto e per tre settimane abbiamo bloccato la macchina istituzionale perché se non risolvevamo il problema della tua nomina la macchina istituzionale era bloccata. Trovo fuori luogo altre osservazioni». Uno scambio senza sosta. Gambini: «Punzo, detto con franchezza, occupati di cose che conosci e lascia perdere questioni di cui non hai la minima conoscenza e contezza». Punzo: «Gambini, detto con franchezza, lasciaci lavorare. E occupati di cose o di case. Ti auguro di essere eletto nuovamente con più carte in regola». Gambini: «Se mi dovessi candidare verrei eletto, te a vedere i numeri, da cabina telefonica, dubito molto, forse neppure in un condominio». Gambini aveva ottenuto 265 preferenze, Punzo 109. —
F.L.
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