Il Tirreno

Pisa

IL BRACCIO DI DESTRO DEL VICE PREMIER SALVINI 

«Fuori dall’Italia chi spaccia imboccata la strada giusta»

P.B.
«Fuori dall’Italia chi spaccia imboccata la strada giusta»

Ceccardi appoggia la linea adottata contro la microcriminalità straniera «Arresti e via dal territorio nazionale, in passato il Pd ne ha fatti entrare troppi» 

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PISA

L’appoggio è incondizionato. Lo stimolo è a fare sempre meglio. I mezzi sono quelli giusti per raggiungere l’obiettivo «di riavere una piazza che non somigli un sobborgo nordafricano».

Susanna Ceccardi, sindaca di Cascina e da poco nello staff del vice premier Mateo Salvini per i rapporti con il parlamento, l’attuazione del programma e la sicurezza, risponde al “Tirreno” di ritorno dalla campagna di Terni dove è andata a trovare Mogol, il paroliere storico di Lucio Battisti, da poco eletto presidente della Siae, la Società italiana autori editori.

«È stato un incontro privato – spiega la sindaca –. È un mio mito e ho avuto la possibilità di conoscerlo. Abbiamo parlato dei temi di cui si occupa, dalla contraffazione al diritto d’autore. Ma soprattutto gli ho fatto di persona le congratulazioni per la nomina».

Sindaca, venerdì sera alla stazione un immigrato che stava rubando una bici dopo essere stato fermato ha puntato un taglierino alla gola di un militare.

«Quello che è accaduto è inaccettabile. Piena solidarietà al militare e a chi partecipa all’operazione “Strade sicure” che sta funzionando».

La stazione si conferma una zona da evitare.

«Di sicuro è un vulnus nella sicurezza della città. C’è da dire che quello che viene fatto va nella direzione giusta. Pisa per anni è stata riempita dalle amministrazioni Pd di tanti malintenzionati, soprattutto immigrati che si dedicano allo spaccio e contribuiscono al degrado del centro».

Le espulsioni sono una soluzione?

«Sì, e i numeri sono importanti rispetto agli anni passati. Bisogna proseguire su questa linea. È chiaro che in tre mesi non si possono risolvere i problemi creati in anni. La questione sicurezza dura da tempo e in tanti punti cruciali della città. Quelli più visibili, come la stazione».

Nessuna correzione o integrazione all’azione di Comune e forze dell’ordine?

«No. Serve una presenza forte di legalità, presidio del territorio e arresti di questi criminali. Intensificando questi impegni alla fine i frutti arriveranno».

Ora che ha un ruolo di supporto a livello governativo, pensa a nuove leggi sul tema della sicurezza urbana?

«La pubblica sicurezza quando arresta fa il suo dovere. E gli arresti ci sono. Se poi un giudice non convalida o convalida l’arresto, ma mette fuori chi delinque con un obbligo di firma o di dimora il problema diventa il potere giudiziario».

Quindi avanti così nella speranza di avere una piazza più sicura.

«L’obiettivo che ci prefiggiamo ogni giorno è quello di arrivare a consegnare una piazza che non somigli a un quartiere di una città nordafricana. Ci stiamo impegnando anche su altri fronti».

Quali?

«In piazza Carrara gli abusivi sono spariti. C’è poi il progressivo sgombero dei campi nomadi che l’amministrazione Conti sta portando avanti con efficacia. La stazione è un caso più complesso. Serve il pugno duro e per gli stranieri che spacciano l’unica soluzione è buttarli fuori dall’Italia. Ci vorrà tempo, ma la strada è quella giusta». —

P.B.

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