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Nuovo presidente della Provincia sfida sul filo di lana

FRANCESCO LOI

Gli scenari in vista delle elezioni del 31 ottobre,   il centrodestra ora può far pesare Pisa e Cascina

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PISA

Un voto dall’esito in bilico. Mercoledì 31 ottobre sono fissate le elezioni del nuovo presidente della Provincia di Pisa. Risultato scontato nelle precedenti tornate, ma stavolta c’è un fatto nuovo, anzi due: i Comuni di Pisa e Cascina a maggioranza di centrodestra, leghista in particolare.

Occorre ricordare che le elezioni provinciali avvengono in modo particolare. L’ente è di secondo livello e questo significa che non votano i cittadini, ma il corpo elettorale è composto dai sindaci e dai consiglieri comunali di tutti i Comuni della provincia di Pisa (dovrebbero essere 545 elettori totali).

L’altro aspetto decisivo è che non tutti i voti hanno lo stesso peso: ad esempio, un voto espresso da un consigliere di Pisa, attraverso un complesso calcolo tra coefficienti in base alla popolazione del comune interessato e del metodo D’Hondt, non vale quanto quello di un consigliere di Vecchiano o di Riparbella. Il cosiddetto voto ponderato. Alcune simulazioni ufficiose ribadiscono che il testa a testa tra candidato del centrosinistra e candidato del centrodestra è la soluzione più probabile. Questo perché, sempre ragionando a spanne, la maggioranza assoluta dei voti ponderati sarebbe nelle mani dei cinque comuni più grandi: Pisa, Cascina, San Giuliano Terme, Pontedera e San Miniato. Due su tre leghisti e proprio i due più popolosi.

Non da meno la considerazione che molto dipenderà da quanti aventi diritto andranno al voto e da quali territori. La volta precedente, per il rinnovo del consiglio provinciale, avevano votato in 383 tra consiglieri e sindaci. Il distacco, a favore della lista di centrosinistra, era stato di 257 a 116.

E ancora, a proposito di incognite, i candidati a presidente. Sono eleggibili a presidente i sindaci il cui mandato scada non prima di dodici mesi dallo svolgimento delle elezioni. Per fare qualche nome, Michele Conti (Pisa) e Susanna Ceccardi (Cascina) potrebbero candidarsi, Sergio Di Maio (San Giuliano) e Simone Millozzi (Pontedera) no. Se il vincitore fosse un esponente del centrodestra, si troverebbe per qualche mese (fino alle prossime elezioni del consiglio) ad amministrare con alle spalle un consiglio con la maggioranza di segno politico opposto. Il presidente resta in carica quattro anni. —

FRANCESCO LOI

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