Padre sotto inchiesta per violenza sessuale sul figlio minorenne
Pisa: a denunciarlo è stata la moglie da cui si sta separando. Sentita dal giudice la psicologa che ha seguito il bimbo
PISA. Un’inchiesta delicata per le accuse. E dolorosa per i protagonisti della storia. Soprattutto per quello che nella rappresentazione dei fatti assume il ruolo di vittima. La cautela degli inquirenti è granitica quando in un’indagine come quella che mercoledì 19 settembre ha fatto tappa davanti a un giudice: c’è una moglie che accusa il marito, da cui si sta lasciando, di aver abusato più volte del figlio. Un bimbo che non ha ancora compiuto dieci anni e con problemi cognitivi e per questo ancora più fragile e indifeso nel mondo degli adulti. Una denuncia che di fatto ha portato l’uomo a doversi difendere dall’accusa di violenza sessuale aggravata.
Finire sotto inchiesta per un reato del genere è un tormento da far perdere il sonno. Se poi la vittima è il figlio può avere effetti devastanti. Per questo la prudenza in casi del genere è la stella cometa degli investigatori che si muovono su un terreno scivoloso ricco di insidie spesso dettate dall’impossibilità di riscontare tutto quello che finisce nei verbali dei testimoni. Ieri mattina davanti al gip Giuseppe Laghezza si è svolto l’incidente probatorio in cui è stata sentita come consulente di parte la psicologa Giuditta Martelli. La professionista ha riferito al pm Sisto Restuccia, al giudice e agli avvocati dell’indagato sulla capacità a testimoniare del bambino.
Se e come quello che dice può essere usato come prova. Siamo agli inizi di un’inchiesta che non è detto sfoci poi in un processo. Di sicuro ci sono le denunce della moglie contro il marito in un rapporto ormai saltato e animato da reciproci rancori. E questo è un dettaglio da non sottovalutare. Il resto sono le dichiarazioni del bambino circa le attenzioni del padre. Un passaggio cruciale che ha bisogno della lente professionale di chi per mestiere indaga nelle menti delle persone e dei bambini per discernere verità vissute e realtà immaginarie figlie di suggestioni familiari e non.
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