Il Tirreno

Pisa

L’ex sindaco: occorre riorganizzare gli ingressi cittadini contro il “mordi e fuggi”. Si sposti il consiglio comunale a Palazzo Pretorio 

Turismo, lungarni e Pisamover consigli per il sindaco Conti

F.L.

l’intervistaFontanelli, ritiene davvero che Pisa sia diventata in poco tempo una città leghista? «Non credo. Certo la crescita elettorale della Lega è stata molto forte sulla base del clima politico...

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l’intervista

Fontanelli, ritiene davvero che Pisa sia diventata in poco tempo una città leghista?

«Non credo. Certo la crescita elettorale della Lega è stata molto forte sulla base del clima politico nazionale e della drammatizzazione dei sentimenti di paura sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. Ma non hanno un’idea della città e delle sue esigenze e prospettive, pensano che i problemi si risolvano occupando gli spazi di potere. Non funziona così, come dimostra anche la parabola del renzismo».

Come giudica le prime mosse del sindaco Conti? Dove pensa voglia portare la città, intesa anche come insieme di relazioni con la Toscana, l’Italia, l’Europa?

«Per ora si è visto molto poco. È presto per giudicare. Anche se la prima sensazione è di una guida incerta, sopravanzata dalle iniziative di esponenti leghisti poco attente al rispetto delle funzioni istituzionali e alla loro autonomia. Una scelta azzardata mi sembra quella di sciogliere la Società della Salute, che produrrà inevitabilmente un ridimensionamento delle politiche sociali indirizzate ai più deboli. Sul futuro non si capisce cosa intenda fare Conti. Le relazioni con la Regione e gli altri Comuni dell’area costiera sono importanti, ma non sono emerse intenzioni precise. Anzi, nessuna intenzione».

Da ex sindaco ha voglia di dare quale consiglio a Conti, sebbene sia di un’altra parte politica?

«Consigli non richiesti, certo, ma spero utili nell’interesse della città. Il primo è mantenere un’impostazione equilibrata e sostenibile sul piano urbano ed ambientale. Questo si fa se oltre al seguire i problemi quotidiani di manutenzione e di arredo della città si sviluppa un progetto che guarda avanti. Pisa per crescere sul piano economico e dei posti di lavoro ha bisogno di mantenere alto il livello di qualità dei suoi grandi servizi, a cominciare dalla formazione e dalla ricerca fino al sistema sanitario, e di ampliare e qualificare l’offerta culturale e turistica. E qui c’è un problema di strutture e di servizi».

Proviamo ad entrare un po’ nel dettaglio...

«Con il progetto caserme del 2001 avevamo indicato una strada, poi rafforzata con il disegno di recupero del Santa Chiara, che va ripresa. Perché senza una riorganizzazione della porta d’ingresso alla città dei flussi turistici non si supera il “mordi e fuggi” attuale. La soluzione può essere nel trasferimento del battaglione logistico, ora alla caserma Bechi Luserna sull’Aurelia, a Camp Darby, recuperando gli spazi non più utilizzati e lasciati liberi dagli americani. La soluzione logistica sarebbe ottimale, anche dal punto di vista militare, e renderebbe praticabile, visibile ed attraente il percorso museale dei lungarni essendo gli spazi della Bechi Luserna strategici e vicini alle attrazioni culturali».

Altre idee da girare a Conti?

«Nell’area dei Navicelli occorrerebbe pensare ad iniziative capaci di utilizzare al meglio anche le infrastrutture vicine. Mi riferisco ai parcheggi e al Pisamover. Inoltre penserei ad utilizzare il palazzo ex Telecom per spostarci gli uffici di Palazzo Gambacorti e rendere disponibile quest’ultimo alla valorizzazione storica e turistica».

In effetti si dibatte molto sull’utilizzo della Sala delle Baleari riqualificata e dell’eventuale nuova sede del consiglio comunale...

«La Sala delle Baleari dovrebbe essere visitabile, insieme al palazzo, ed usata in circostanze particolari. Il consiglio comunale potrebbe avere una sala moderna e funzionale nell’ex sede della Biblioteca a Palazzo Pretorio. Sono solo alcune idee alle quali aggiungo, ovviamente, l’attenzione verso i quartieri periferici della città, e anche il tema dello spopolamento delle famiglie dal centro storico, fonte di molte difficoltà sia sul lato della vivibilità che su quello della tenuta commerciale di tante attività».

In questo senso il ruolo dell’opposizione qual è? Ma il Pd è sempre considerabile la forza leader?

«Il problema è nazionale. Certo sul piano locale il principale ruolo di opposizione in consiglio spetta al Pd. Ma un’opposizione efficace si fa se coniuga la battaglia istituzionale con quella nella società e sul territorio. Quindi c’è una responsabilità più ampia. Però per quanto riguarda il Pd i nodi di fondo sono nazionali. Finora non c’è stata una seria riflessione critica sulle ragioni delle sconfitte di questi ultimi anni, che hanno spalancato la strada al populismo e alla destra. E quindi nemmeno una presa di distanza accompagnata da una revisione delle politiche seguite».

Per il Pd si apre la stagione dei congressi...

«Speriamo che la scadenza congressuale apra una dinamica diversa. Comunque le vicende di questi anni, in Italia e in Europa, hanno posto l’esigenza di una sinistra nuova, capace di mettere su basi rinnovate la lotta alle diseguaglianze ed ai meccanismi che le hanno fatte crescere. C’è bisogno non solo di un vestito nuovo, ma anche di una cultura politica e di energie nuove, capaci di impegnarsi in modo collettivo, personalmente disinteressato, al progetto di una sinistra rigenerata e ritrovata».

Il Pd non è però l’unica forza di opposizione in consiglio comunale: c’è anche M5S...

«Infatti sarà molto interessante vedere come si comporteranno i 5 Stelle». — F.L.

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