Il Tirreno

Pisa

«Interrotto il rapporto storico con la città»

FRANCESCO LOI
«Interrotto il rapporto storico con la città»

Fontanelli: Pisa non è stata mai così rossa come descritta dai più, però il Pd ha perso quanto costruito dagli anni Settanta

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PISA

“Sinistra ci sei? ”, s’interroga Articolo Uno-Mdp in una tre giorni alla Stazione Leopolda. «La sconfitta della sinistra è anzitutto culturale. Hanno prevalso gli istinti connessi al malessere e al risentimento sociale, favoriti da una politica della sinistra lontana dai problemi delle persone più colpite dalla crisi. Per questo pensiamo sia necessario attivare un confronto a più voci in una situazione in cui il mondo della sinistra fa fatica a reagire, anche nella nostra città», dice Paolo Fontanelli, ex sindaco per due mandati ed ex deputato di Liberi e Uguali.

Profonda la sua riflessione su Pisa: «Questa non è mai stata una città rossa, nel senso di una maggioranza schiacciante della sinistra, come Livorno oppure Cascina o San Giuliano. Nemmeno quando aveva un tessuto industriale ed una presenza operaia molto più grande di quella di ora. Però negli ultimi decenni, a partire dagli anni Settanta, è cresciuta un’area progressista e di sinistra che ha saputo rappresentare le aspettative di più settori sociali in una città sempre più terziaria e caratterizzata dalla realtà e dal peso delle sue università, senza inseguire le spinte del radicalismo di sinistra pur presenti in fasi e forme diverse».

Il punto, secondo Fontanelli, è che «ora questa capacità di rappresentanza si è rotta, causata da un vento nazionale sfavorevole e da un’interruzione evidente del rapporto tra il Pd, l’amministrazione comunale e la città. Un distacco prodotto da una politica diventata sempre più autoreferenziale. Ora si tratta di ripartire da lì, dalla ricostruzione di quel rapporto a cominciare dai problemi dei cittadini e soprattutto da una visione sul futuro della città e di questo territorio sul piano dello sviluppo occupazionale e dell’equilibrio ambientale». —

FRANCESCO LOI

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