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Pisa

Restyling dell’Arena, un doppio confronto tra la società e il Comune

Il progetto del nuovo stadio
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Il progetto del nuovo stadio

I tecnici delle parti spiegano i rispettivi punti di vista ed esigenze sul progetto. L’assessore Latrofa: chiedo chiarezza e tempi certi

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PISA. Doppio confronto a Palazzo Gambacorti sul progetto della nuova Arena. Uno martedì 18 con presentazione da parte dei progettisti incaricati dal Pisa Sc. L’altro, quello più atteso, oggi mercoledì con un confronto tra i tecnici del Comune e quelli della società. «L’amministrazione ha detto la sua con l’indirizzo politico approvato di recente dall’Arena. Abbiamo affermato la volontà di cambiare la scheda urbanistica cancellando la previsione di un nuovo stadio ad Ospedaletto, apprezzando i vantaggi che un’Arena riqualificata può dare anche al quartiere di Porta a Lucca», ribadisce la sua posizione l’assessore Raffaele Latrofa, che aggiunge: «Ora lascio la parola e lo spazio ai tecnici chiedendo che mi venga fornito un cronoprogramma, una suddivisione dei compiti, ovvero chi fa cosa, per poi procedere con la necessaria efficacia e chiarezza».

In altre parole, la variante urbanistica è un pezzo essenziale dell’iter per il nuovo stadio e con l’atto approvato la giunta ribadisce la sua volontà di procedere. Ma ora occorre la Vas (Valutazione ambientale strategica) e per questa sono necessarie integrazioni da parte della società proponente, la Dea Capital Real Estate, società che fa capo ai principali azionisti del Pisa Sc, ed i progettisti dello Studio Iotti+Pavarani.

L’elenco dei documenti mancanti è piuttosto lungo ed è quello uscito dalla conferenza istruttoria comunale dello scorso marzo. Ad esempio, l’Ufficio Mobilità ha chiesto, tra l’altro, il progetto di riqualificazione di via Rindi per migliorare in termini di pedonalità e ciclabilità il collegamento dello stadio con il parcheggio di via Pietrasantina. Inoltre la pianificazione dei sistemi di protezione del quartiere dall’afflusso delle auto dei non residenti in coincidenza degli eventi dello stadio, con l’istituzione di una Ztl protetta anche con l’ausilio di nuove tecnologie. Un’altra pianificazione richiesta è quella relativa agli interventi sul trasporto collettivo, comprensivo del servizio navette con i parcheggi scambiatori. Ma la lista continua ancora.

Di pari passo con l’iter urbanistico deve andare quello economico. Quello che serve è un Piano economico finanziario (Pef) concreto e realistico, in grado di garantire introiti ai soci ed ad Invimit, il fondo del ministero dell’Economia che deve mettere la grande maggioranza dei soldi necessari, fino ad una trentina di milioni di euro, per finanziare i lavori che dovranno trasformare l’Arena in un contenitore (calcio, cinema, negozi) in grado di generare utili.

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