Sicurezza
L’alt del Milleproroghe e le promesse di Conte
PISALa Camera ha approvato con voto di fiducia il disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe nel cui testo c’è la norma, approvata ad agosto dal Senato, che blocca i fondi destinati ai...
PISA
La Camera ha approvato con voto di fiducia il disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe nel cui testo c’è la norma, approvata ad agosto dal Senato, che blocca i fondi destinati ai progetti vincitori del bando periferie, spostando al 2020 l’efficacia di 96 delle 120 convenzioni firmate dai sindaci e dal governo Gentiloni (Pisa compresa). Il blocco deciso con il Milleproroghe non riguarda quindi i primi 24 Comuni, che possono i procedere con l’attuazione del piano, ma i successivi 96, che dovranno «rimodulare gli impegni di spesa e i connessi pagamenti» nei prossimi due anni.
Alla base della decisione di sottrarre le risorse ai 96 progetti già approvati per riassegnarle c’è la sentenza 74/2018 con la quale la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo l’articolo 1, comma 140 della Legge di Bilancio che ha istituito il Fondo Investimenti, perché non prevede un confronto con le Regioni. «Stiamo assistendo ad un furto con destrezza. Siamo in presenza di un governo che straccia un contratto scritto», commentò il presidente dell’Anci (associazione dei Comuni) Antonio Decaro in agosto. La stessa Anci propose una soluzione: il segretario generale dell’associazione, Veronica Nicotra, spiegò che la situazione poteva essere sanata con un’intesa in Conferenza Unificata.
«La soluzione che intendiamo adottare è quella di inserire nel primo decreto utile una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata. Questo garantirà un’agevole prosecuzione dei progetti già esecutivi», ha detto il premier Giuseppe Conte dopo un incontro con Decaro. —
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