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Blitz all’Apes per la spazzatura ora arrivano sedici denunce
I residenti di Sant’Ermete lamentavano la scarsa cura del servizio nel quartiere La pensionata Maria: «Poi hanno messo i cassonetti, avevamo ragione noi»
pisa
Sventola il foglio della questura in cui viene accusata di aver commesso almeno tre reati. E si arrabbia. Quello che per lei è stato un impegno civico da medaglia sul petto alla fine si è tradotta con una denuncia per interruzione di pubblico servizio, violenza privata e danneggiamento.
Non è sola la signora Maria. Oltre al suo indirizzo la questura ha notificato ad altre quindici persone la stessa contestazione.
L’episodio risale ai mesi scorsi. Un gruppo di residenti si presentò nella sede dell’azienda proprietaria e che si occupa della manutenzione delle case popolari. Il tema, uno dei ricorrenti che spesso schierano su opposte barricate inquilini e Apes, era quello del degrado nel quartiere e, in particolare, della cura dell’ambiente con la raccolta differenziata.
«In strada c’era di tutto – si infervora Maria nel suo intervento su Facebook –. Animali, topi, sporcizia ovunque. Ho avuto un topo in casa per tre giorni. Abbiamo lottato contro il degrado e per ottenere l’installazione dei cassonetti condominiali. Due settimane dopo la protesta Apes ha disposto l’installazione dei cassonetti. Allora che significa tutto questo? Avevamo ragione a protestare. E, invece, io e altre quindici persone ci ritroviamo con una denuncia assurda. L’ho detto anche in questura».
Apes denunciò gli occupanti che entrarono negli uffici senza preavviso e con toni ritenuti molto al di sopra di un confronto civile. Di qui la richiesta di intervento della polizia. —
P.B.
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