Sicurezza
Binario 14, progetti separati fondi per le case di San Giusto
Punto interrogativo sugli interventi urbanistici (dalla stazione al parco di via Bixio) mentre resta aperta la strada per il contributo da 23 milioni del “conto termico”
PISA
Cosa resterà del progetto Binario 14? Il Milleproroghe sposta al 2020 la questione dei finanziamenti per i progetti classificatisi dopo il 24º posto nel bando nazionale per le periferie. E quello di Pisa è tra questi: posizione numero 110 (su 120), “colpa”, almeno secondo i tecnici, del mancato coinvolgimento di soggetti privati che invece avrebbe dato maggior punteggio. Ora, in pratica, o viene trovata in questi anni dal governo la possibilità di finanziare tutti i progetti in graduatoria oppure davanti ci sono tante città e chissà se e quanti soldi resteranno disponibili. Il problema, per Pisa, è che dal progetto Binario 14 ci si attendeva la riqualificazione di tutta l’area attorno alla stazione centrale, una parte nel quartiere di Sant’Antonio e una parte a San Giusto.
I 18 milioni che Pisa avrebbe dovuto ricevere dal bando periferie sarebbero state la necessaria scintilla per mettere in moto un intervento complessivo da 43 milioni di euro. In effetti, il progetto denominato “Binario 14” è la somma di più progetti, con relative (e distinte) linee di finanziamento. Per essere chiari, i progetti a rilevanza urbanistica (il restyling di viale Gramsci, la trasformazione a parco dell’area lungo le mura tra via Bixio e via Battisti dove è saltata per degrado la festa della birra, il cavalcavia di Sant’Ermete) avrebbero dovuto essere realizzati con i fondi del bando periferie, ovvero i 18 milioni. “Congelati” per il governo, ormai persi per le opposizioni.
A 43 milioni, quelli totali di “Binario 14”, si arriva infatti unendo un altro progetto, l’ammodernamento delle case popolari di San Giusto. Per questo intervento erano stati messi in ballo 23 milioni derivanti dal cosiddetto conto energia o conto termico. Si tratta di altri finanziamenti nazionali, svincolati dalle vicende del bando periferie. Il conto termico è una misura, gestita dal Gse (Gestore dei Servizi Energetici) su incarico dello Stato, che prevede un fondo (da 200 milioni di euro l’anno) al quale possono attingere gli enti della pubblica amministrazione e anche le società in house (come Apes) per migliorare e rendere più efficiente il patrimonio immobiliare. E sono soldi che possono essere utilizzati solo per questo fine.
Il progetto messo in campo dal Comune (amministrazione precedente e confermato dell’attuale) prevede per il villaggio popolare di San Giusto un’operazione non dissimile da quella per Sant’Ermete. Si legge nelle schede: realizzazione di 24 alloggi Erp in via da Morrona da utilizzare prima temporaneamente e poi in sostituzione dei 24 alloggi demoliti; recupero di 16 dei 18 fabbricati Erp e demolizione in zona via Quarantola per la creazione di una nuova piazza; costruzione di parcheggi pertinenziali. Costo totale circa 29 milioni di euro, dunque più dei 23 a disposizione e peraltro il meccanismo prevede una compartecipazione pubblica locale. Per questo sarebbe stata utilizzata, in modo da coprire la differenza, parte dei fondi dell’altra linea di finanziamento, il bando periferie (più un milione di contributo del Comune e un altro di Apes, arrivando così ai 43 milioni).
Tirando le fila, per i progetti a rilevanza urbanistica Pisa è appesa alle scelte nazionali e comunque dovrà aspettare. Dunque, un punto interrogativo. Per gli alloggi di San Giusto, i 23 milioni sono possibili anche perché i fondi Gse sono poco utilizzati in Italia. Ma tutto dipende dalla scelta politica della giunta Conti e dalla capacità/possibilità di andare a trovare fuori dal bilancio i soldi che servono per coprire la differenza. I progetti sono stati definiti dagli uffici comunali in linea tecnica. Per ora restano sulla carta. —
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