Gioco
«Aumentati i carichi di lavoro il personale era necessario»
Contestato il numero dei voli all’anno arrivati oltre le 24 «Non sono 40 di media, solo nel 2010 sono stati da e per lo scalo almeno 539»
PISA
I doganieri non stanno con le mani in mano di notte. C’è lavoro e serve personale al Galilei.
È la difesa degli imputati a giudizio davanti la Corte dei conto. Sfumature diverse ma tutte incentrate sull’aumento dei carichi di lavoro.
Gli avvocati citano anche una nota dell’allora società di gestione la Sat che il 21 settembre 2011 espresse apprezzamento rappresentando l’esigenza di portare a regime “ordinario” il servizio notturno, «al fine di soddisfare le richieste degli stessi passeggeri, in relazione alle pratiche di tax free e di registrazione di oggetti personali introdotti da paesi extraeuropei».
I doganieri spiegano i diversi motivi per cui è necessario il turno.
Intanto, sono aumentati i controlli e le relative sanzioni. Poi c’è il ritardo quotidiano degli ultimi voli in arrivo la sera, tale da determinare il prolungamento delle operazioni di sbarco dei passeggeri ben oltre le 24 (orario di conclusione dell’ultimo turno di lavoro). Vengono calcolati almeno 70 minuti come lasso temporale tra il momento dell’atterraggio di un aereo e quello di uscita dall’aeroporto dell’ultimo passeggero.
I numerosi e frequenti atterraggi imprevisti ed imprevedibili (voli passeggeri o merci impossibilitati a raggiungere l’aeroporto di destinazione per qualunque motivo, voli privati, militari ed umanitari), generalmente ricadenti nella fascia scoperta dalla vecchia turnazione (0-6,00).
Nell’elenco compare anche la necessità di anticipare la presenza in servizio dei doganieri (rispetto all’inizio del turno, fissata alle 6), al fine di svolgere le operazioni connesse alla prima partenza. E ancora, i numerosi voli in partenza nella fascia compresa tra le 6 e le 7 della mattina avrebbero, infatti, comportato la necessità di anticipare l’apertura dell’ufficio alle 4-5.
Di fronte a un aggravio di lavoro, con la prospettiva annunciata all’epoca di ulteriori voli annunciati da Sat poi Toscana Aeroporti, i sindacati aprirono una vertenza lamentando carichi di lavoro insopportabili.
La risposta fu l’istituzione del turno di notte. Per i difensori degli imputati poi i voli in arrivo oltre la mezzanotte sarebbero molti di più di quelli (40 all’anno di media) indicati nell’informativa della Guardia di finanza. Scrivono i legali: «Secondo quanto asseritamente attestato nella relazione della società di gestione dell’aeroporto nel 2010 avrebbero volato da e per Pisa, tra le ore 00-6, 539 voli e non 40. Tale numero si sarebbe mantenuto pressoché costante negli anni successivi, fino al 2015». —
P.B.
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