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Droga nell’ex casetta del custode: «Murare»

S.T.
Droga nell’ex casetta del custode: «Murare»

Salta l’incontro in Comune con l’assessora all’istruzione Il preside: «Alcuni genitori lunedì lasceranno i figli a casa» 

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L’ex casa del custode – ormai diventata la dependance del degrado – non verrà murata prima dell’inizio della scuola. Salta l’incontro in Comune fra l’assessora all’istruzione, Rosanna Cardia, e il preside dell’istituto comprensivo Strenta-Tongiorgi, Lucio Bontempelli. Il faccia a faccia era stato messo in calendario per trovare una soluzione alla situazione dell’ex casetta delle primarie Collodi, negli ultimi mesi presa d’assalto dagli sbandati che l’hanno occupata abusivamente consumandoci della droga, come riscontrato più volte dal personale della struttura. «Ho scritto all’Ufficio ambiente di Palazzo Gambacorti perché il problema è gravissimo, anche a livello igienico-sanitario – spiega Bontempelli – e spero che al più tardi la prossima settimana finestre e porte possano essere sbarrata dal cemento. La casetta rischia di crollare da un momento all’altro, non è più a norma da tempo. Chiediamo al Comune di buttarla giù e ricostruirla, visto che questa a detta degli esperti ormai è l’unica soluzione possibile».

L’ex dependance, nonostante sia di fatto attaccata alle Collodi, non è in uso alla dirigenza scolastica. Che in futuro vorrebbe riappropriarsene e trasformarla in refettorio. In questo modo – per far fronte alle iscrizioni sempre più numerose – si liberebbero due aule da restituire alla didattica. Mentre quest’anno, per limitare l’emergenza spazi, la biblioteca (pur restando sempre accessibile da docenti e bambini) è stata spostata in uno sgabuzzino, recuperando un’altra classe. «Chiediamo almeno una bonifica veloce dell’area – conclude Bontempelli – e preferiremmo muoverci in questo modo, parlando con il Comune, anziché chiedere l’intervento dell’Asl. Alcuni genitori dei ragazzi che vivono nel quartiere, preoccupati dell’evolversi della situazione, per i primi giorni di scuola sono intenzionati a lasciare i figli a casa. La loro non è una protesta verso la scuola, ma nei confronti di chi lascia la casa del custode così com’è. È una sconfitta».

L’incontro in Comune è stato rimandato – secondo fonti vicine a Palazzo Gambacorti – perché l’assessora all’istruzione Cardia vuole informare della questione il suo collega all’edilizia scolastica, Raffaele Latrofa. Ma le preoccupazioni restano, perché se non si murerà la casetta prima dell’inizio della scuola, qualcuno potrebbe occuparla di nuovo, magari consumando droga a pochi metri dai bambini. —

S.T.

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