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Terreni agricoli contaminati tre imprenditori sotto accusa
La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per inquinamento ambientale L’accusa: valori di sostanze chimiche fuori legge nello spandimento dei fanghi
PISA
L’accusa per tutti è di inquinamento ambientale in concorso. Si dovranno difendere dalla contestazione di aver autorizzato su ettari di terreno lo spandimento di fanghi che non erano stati trattati per restare sotto la soglia oltre la quale scatta il reato innescato dalla contaminazione di metalli pericolosi per la salute.
La Procura ha chiuso l’inchiesta e chiesto il rinvio a giudizio di tre imprenditori che, ciascuno con un ruolo diverso, sono accusati di aver favorito l’inquinamento di un’area privata nel comune di Pomarance destinata a ospitare coltivazioni funzionali all’attività di aziende agricole. Il pm Miriam Pamela Romano vuole processare Vittorio Granchi, 70 anni e Franco Buzzichelli, 78 anni, entrambi di Pomarance, e Mario Catanese, 66 anni, di Milano. I primi due imputati sono assistiti dall’avvocato Francesco Villani di Cecina, mentre Catanese è difeso dall’avvocato Erminia Imperio. La storia risale alla fine del 2014. Sui terreni di proprietà dell’allora Sirio Srl (nel frattempo diventata Carefin Srl) vengono prelevati alcuni campioni che, analizzati in laboratorio, si traducono in un “verdetto” chimico che apre le porte alle responsabilità penali.
Gli investigatori scoprono così che nei terreni ci sono valori di rame, zinco, mercurio e piombo superiori alla concentrazione della soglia di contaminazione consentita dalla legge. Lo spandimento di fanghi in agricoltura è una pratica diffusa, ma con una serie di vincoli rigidissimi in tema di metalli e sostanze potenzialmente inquinanti se non circoscritti nei valori prescritti. Meno di due anni fa l’inchiesta Demetra portò a 6 arresti e 31 indagati. Secondo l’accusa almeno 45mila tonnellate di fanghi pericoloso erano finiti nei terreni della Valdera per coltivare a grano una superficie complessiva di 800 ettari. La vicenda di Pomarance non entra in quell’indagine, ma in qualche modo come sistema ne anticipa i contenuti.
Il reato di inquinamento ambientale viene addebitato in concorso perché lo spargimento dei fanghi ha avuto un committente e un esecutore. Da una parte c’era la proprietà dei terreni, su cui si trovano le aziende agricole San Martino e Belvedere, con Granchi nella posizione di presidente e Buzzichelli in quella di consigliere delegato della Sirio Srl. E dall’altra c’è stato chi ha fornito i fanghi da spargere nei campi. È la Decoindustria depurazione ecologie industriali Srl di Cascina con il presidente Catanese accusato dello stesso reato contestato ai due noti imprenditori. La società non ha più niente a che vedere con la vecchia impresa la cui presenza a Santo Stefano a Macerata ancora oggi è sinonimo di bomba ecologica con il sito di trattamento dei rifiuti ancora in dismissione. —
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