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Troppi debiti col fisco il Tar limita l’attività di una professionista
PISATroppi debiti con l’erario, l’Agenzia delle Entrate revoca a una professionista la possibilità di svolgere attività di assistenza fiscale.Lo ha deciso il Tar respingendo il ricorso di Lucia...
PISA
Troppi debiti con l’erario, l’Agenzia delle Entrate revoca a una professionista la possibilità di svolgere attività di assistenza fiscale.
Lo ha deciso il Tar respingendo il ricorso di Lucia Simoncini, 60 anni, originaria di Pontedera e residente a Peccioli con clienti in tutta la provincia.
Di fatto la professionista non può più inoltrare per via telematica documenti e certificazioni fiscali per conto dei suoi assistiti a livello dichiarazioni reddituali o richieste di compensazioni tributarie. Motivo? Ha accumulato nei confronti del fisco debiti che sfiorano i 600mila euro e, quindi, ha perso una buona parte dei requisiti richiesti per ottenere quello che in gergo è il visto di conformità rilasciato ai privati che si interfacciano tra erario e contribuenti. Il Tar ha dato ragione all’Agenzia delle Entrate che nel marzo scorso aveva disposto per Simoncini «la revoca dell'iscrizione all'elenco informatizzato dei soggetti abilitati a rilasciare il visto di conformità».
La professionista ha impugnato il provvedimento chiedendone la sospensione dell’efficacia. Ma i giudici amministrativi hanno respinto la richiesta sottolineando che i debiti non vengono negati, ma solo presentati come non definitivi. E scrivono: «Il ricorso non appare assistito dal necessario fumus boni iuris venendo contestati alla ricorrente addebiti assai consistenti (per oltre 580mila euro), costituenti violazioni gravi e ripetute di disposizioni sulle imposte, addebiti che non vengono negati ma di cui viene rilevata solo la possibile non definitività, senza che parte ricorrente si dia carico di specificare alcunché su detti carichi fiscali (avendone peraltro la competenza a cagione dell’attività esercitata)».
Insomma, una professionista specializzata nella gestione di pratiche tributarie si ritrova indebitata con l’erario per centinaia di migliaia di euro (in primo grado è stata condannata con la condizionale a 6 mesi per appropriazione indebita ai danni di un cliente, ndr) e per questo ritenuta dal fisco non più “affidabile”. —
P.B.
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